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domenica 28 marzo 2010

DOMENICA DELLE PALME

Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme (o Seconda Domenica di Passione) è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo.
Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.
In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di  Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma.
La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.


In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa, dove si radunano i fedeli.  Il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti, continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù.


Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d'Italia, con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.
Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare, a causa della scarsità di piante di palma presenti, specialmente in Italia.
Nelle zone in cui non cresce l'ulivo (come l'Europa settentrionale), i rametti sono sostituiti da fiori e foglie intrecciate.
(testo tratto da Wikipedia) 

A Bari, la mia città, nei tempi andati, la Domenica delle Palme era molto seguita sia negli aspetti sacri, sia in quelli folcloristici. La festività era organizzata fin da qualche settimana prima da chi si procurava abusivamente rami di palme, soprattutto i ragazzi. Quelli più birboni, davano l’assalto agli alberi dei giardini pubblici per procurarsi la materia prima.
I venditori, con l’aiuto dei numerosi parenti, lavoravano a pieno ritmo nell’intrecciatura dando forme  triangolari, circolari, romboidali, ecc…


Alla fine della lavorazione, le palme intrecciate erano chiuse giù nello scantinato di casa per farle ingiallire.
Dalla sera precedente la Domenica delle Palme, gli ambulanti si accaparravano, con bancarelle di fortuna, gli spazi più vicini e ben visibili alle chiese per esporre le loro palme di diverse misure e colori: gialle, argentee, dorate, ben confezionate, abbellite da nastri colorati e da altri ornamenti.


Di primo mattino, le chiese erano già gremite di fedeli i quali assistevano alle funzioni religiose dopo aver acquistato una palma, o dei rami d’ulivo, nell’attesa di essere benedette.
Dopo la benedizione, i baresi si scambiavano rami d’ulivo e palme benedette con parenti e conoscenti per rinverdire vincoli d’amicizia, a rinsaldare quelli affievoliti.
I contadini mettevano la palma benedetta sulle torri dei loro fondi rustici, o le piantavano nei poderi, perché così facendo credevano di allontanare le alluvioni, le grandini e altre avversità.
Oppure si appendeva la palma dietro la porta d’ingresso contro l’invidia del vicinato. Un’altra credenza era di mettere la palma a capo del proprio letto e vicino ai quadri o figure di santi, contro la iettatura.
La palma benedetta era donata in modo particolare a qualcuno con il quale si era in collera, e il gesto non poteva essere rifiutato, perché l’offerta della palma era il simbolo di una nuova conciliazione, quindi al gesto si rispondeva con un abbraccio e un bacio in segno di pace duratura.
Tra fidanzati ufficialmente la palma significa eterno amore. Il futuro sposo di un tempo, comprava alla sua futura anima gemella, la più bella palma e la ornava di fiorellini colorati o con piccoli coralli dorati o argentati.
(testo tratto da http://www.modugno.it)

Quella di intrecciare le palme è una tradizione antichissima, ma soprattutto un'arte difficile che trova le sue radici nell'Italia del sud e nelle sue isole...
Per i più appassionati o semplicemente curiosi, QUI potete trovare delle bellissime immagini e le istruzioni su come intrecciare le palme!!!
Ma la Domenica delle Palme ha anche altre tradizioni.
Nella mia città, Bari, si rispetta ancora la tradizione di mangiare a pranzo solo pesce la Domenica delle Palme.
Soprattutto il primo piatto, preparato dalla padrona di casa, sono troccoli con seppie ripiene, oppure spaghetti con le cozze ripiene... ed è proprio quello che mangerò a pranzo dalla mia mamma!!
(le ricette sono del mio blog di cucina)  
 
Mi piace andare alla ricerca di vecchie tradizioni della mia terra!!
Mi piace soprattutto condividerle con voi!
Spero di non avervi annoiati...

BUONA DOMENICA DELLE PALME!!

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