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martedì 17 febbraio 2015

IL PALIO DEL "VICCIO"....

Oggi, nel mio paese, si festeggia il Martedi Grasso con la rievocazione storica del "Palio del Viccio".
Il palio è una delle più interessanti manifestazioni folkloristiche connesse alla ritualità carnevalesca, ed una delle superstiti testimonianze dell'atavica cultura contadina e delle tradizioni popolari di Palo del Colle.
"Viccio", in dialetto palese, significa tacchino.


Il gioco di apertura del Palio è rappresentato da antichi giochi medioevali.
In gara ci sono 10 squadre, ognuna composta da 8 persone che si cimenteranno con la corsa coi sacchi a staffetta, arrampicarsi sull'albero della cuccagna...


tiro alla fune....


...e tiro con l'arco.
Per ogni gioco ci sarà un punteggio. Vince la squadra che colleziona il punteggio più alto.




Quando si parla di Palo del Colle, spesso si associa il nome del paese al "Palio del Viccio", evento leggendario di epoca storica non ben definita, forse risalente addirittura ai tempi di Plinio il Vecchio (23 d.C.).
Un momento di festa, di giubilo che in origine aveva una valenza antropologica, legata ai riti per scacciare malocchio e sfortune e, solo successivamente, una dimensione storica e religiosa.


La tradizione vuole che sia nato come momento di esibizione della maestria degli allevatori nell’addestramento dei cavalli (in paese tutt’oggi sono presenti numerose scuderie), poi diventato una vera e propria dichiarazione identitaria, sociale e comunitaria: ogni cavaliere simboleggia una famiglia, un “rione” con proprie storie, monumenti e Santi protettori.
Nonostante si svolga il Martedì Grasso, non è “puro folklore” di tipo carnevalesco, ma ha una serie notevole di significati etnologici ed antropologici.
C’è innanzitutto la componente della “tenzone cavalleresca”.


Si è scoperto che il più "importante" allevamento dei cavalli nella zona è iniziato nel 1477 da Maria Sforza, che aveva una grande passione per i cavalli.
L’allevamento fu largamente sviluppato da Ludovico il Moro, che pur possedendo altre “difese” in diverse città pugliesi e calabresi, aveva in quella di Palo la “difesa” più preziosa e rinomata, per le razze pregiate dei cavalli.
In tale allevamento, la corsa del “viccio” affonda certamente le sue radici.
 
Può essere avvenuto che, quando nel 1477 il duca Sforza Maria venne a Bari e fece una visita a Palo, gli addetti alla “difesa” vollero dimostrare la bontà e il grado di addestramento dei cavalli, oltre alla perizia di chi li montava, con la esibizione di una corsa in salita, lungo il pendio della collina che portava alla porta del castello.
Una gara nata, insomma, come dimostrazione della efficienza dell’allevamento.


Ancora oggi, il palio trova la sua cornice storica in Corso Garibaldi, strada in salita e arteria principale del centro cittadino, che sfocia in Piazza Santa Croce.


A metà strada viene posizionata una corda tesa tra due balconi a cui vengono agganciati una gabbia con un tacchino (u’vicce in dialetto) e, al centro, una vescica piena d’acqua.
Obiettivo della giostra, è bucare la vescica con un’asta acuminata, stando a cavallo, e alzandosi sulle staffe.


L’abilità e la destrezza del cavaliere è equilibrare e coordinare la velocità dell’animale (in netta difficoltà per la conformazione della strada in evidente salita) con la tensione e la postura del proprio corpo: ciò lo porta ad esibirsi in una serie di gesti spettacolari e cavalcate emozionanti.


Ma  se la presenza di allevamenti equini nel territorio potrebbe spiegare la forma di torneo cavalleresco assunto dal Palio, non è chiaro il ruolo centrale che in questo rito-spettacolo svolge il “viccio”, cioè il tacchino, che tra l’altro, compare più tardi.
In realtà, il protagonismo del gallinaceo, che è il vero oggetto del contendere e il fulcro attorno a cui ruota la giostra cavalleresca, spinge a cercare più indietro e a diverso livello l’origine del palio ed è connesso alla ritualità, con la duplice funzione propiziatoria e apotropaica, legata al ciclo agrario.
A tal proposito, se è vero che il tacchino è giunto in Europa dopo la conquista del Messico, sua terra originaria, da parte di Cortez nel 1522, è probabile che esso abbia sostituito la funzione del gallo che costituisce il suo antecedente.
Il tacchino, cioè, altro non è se non la variante aggiornata e risalente appunto alla scoperta del Nuovo Mondo, del preesistente gallo.
Come in ogni palio che si rispetti, la tensione emotiva è legata al tempo: in un crescendo di emozioni gli spettatori si immergono in una “storia”, anzi nella storia, calandosi in un universo di significati che raggiungono il culmine nella vittoria del cavaliere di turno, osannato dalla folla nel tripudio generale.
Un tempo lo spettacolo era molto cruento, visto che al posto della borsa c'era un vero "viccio".
Oggi è rimasta comunque intatta la bellezza della giostra, in cui ogni partecipante è chiamato a dimostrare abilità e coraggio.


Accanto al Palio del Viccio, sono affiancate una serie di attività che rientrano nel Mercatino medioevale, allestito con bancarelle in legno con tela, di dimensioni diverse, ricostruite sullo stile dell'epoca.


Nel Mercatino medioevale ci sono numerosi figuranti-attori con banchi raffiguranti antichi mestieri: il ceramista, il cuoiaio, lo speziale, la tessitrice, i giochi storici, l'armaiolo, il fabbro, l'arcaio, il cerusico, il candelaio e diversi popolani.


All'interno del percorso ci sono giocolieri, mangiafuoco e musici, mentre in Piazza Santa Croce sono previsti diversi tornei d'arme tra cavalieri appiedati e l'esibizione dei falconieri e degli sbandieratori.


Un'intera sala è dedicata agli strumenti da tortura realizzati da un artigiano locale che, insieme ad altri figuranti-attori, spiegherà le tecniche di tortura, coadiuvato da un medico esperto di anatomia.
E' prevista la cerimonia di investitura dei cavalieri associati ad un rione, ciò al fine di creare un legame sportivo ma anche emotivo col quartiere rappresentato. 


Una comunità che riconosce ed acclama il proprio eroe, che porterà in alto i colori della contrada.
Sciolto il binomio tra cavaliere e scuderia, i cavalieri rappresenteranno solo i rioni e non più interessi privati!
La sera, dopo il palio, continua la sagra vera e propria con menù a base di tacchino, negli stand gastronomici in piazza, carri allegorici e gruppi mascherati, come nelle migliori tradizioni carnevalesche.
(foto e testi trovati nel web)
 
Oggi, 17 febbraio, si celebra anche la Festa nazionale del Gatto!
Questa è la mia micetta Audrey, ha circa 5/6 mesi ed è un gran coccolona!!


Auguri a tutti i micini!! Miaooooooooooo.... ahahah!
Felice Martedi Grasso a tutti!


mercoledì 1 febbraio 2012

LAVORI IN CORSO...

Ciao a tutti!!!
Solo due righe, per farvi sapere che sto bene...
Non sono mai mancata così tanto tempo dal mio blog, spero non vi siate preoccupati!
Perdonate il mio silenzio, ma sto lavorando a un progetto, forse più grande di me, che mi sta impegnando molto, e di cui spero di parlare al più presto.
Ringrazio chi,  nonostante la mia assenza, continua a seguire il mio blog, i vecchi sempre cari amici, i curiosi, e i nuovi iscritti nella lista dei seguaci.
Questa è la mia casa, voi siete tutti benvenuti, prendete un thè, ascoltate la musica, leggete quanto volete, e... grazie infinite se vorrete lasciare un commento!!
Io sono semplicemente chiusa in un altra stanza, a lavorare...
ma voi, fate come se foste a casa vostra!! ah ah!
Nel frattempo, vi lascio un piccolo assaggio di quello che sto combinando....


BUON CARNEVALE!!

sabato 12 marzo 2011

MASCHERE DI CARNEVALE

Lo so, lo so, Carnevale è finito! Io sono sempre in ritardo, uffa!!...
Ma voglio ugualmente farvi vedere le ultime mie creazioni.


Le mie maschere di Carnevale!!!


Le due in alto sono decorate con strass, e glitter.
La foto non rende giustizia, esse sono molto luccicanti!!
Mentre quella in basso, nei colori di Arlecchino, è adornata con pizzo e piume.


Queste invece, sono riproduzioni ridotte in scala, di maschere di cartoncino.
Quelle nella prima fila in alto, le ho trovate in rete.
Quelle raffiguranti visi umani, invece, sono le stesse che io utilizzavo da bambina.
Costavano circa 50 Lire, l'equivalente oggi di circa 2 centesimi di euro!!! La cosa buffa, è che sono tuttora in circolazione!! ah ah!
Quanti capricci ho fatto per costringere la mia mamma a comprarmi almeno una maschera, ogni anno!!
La mia preferita era quella della fata, con i capelli biondi e il cappello a punta... quanti anni sono passati!!!
E adesso, un indovinello...
Il personaggio che si nasconde sotto le sembianze di antico nobile veneziano, chi è???


Roberto!!!!
Ebbene sì, mi sono divertita molto a cucire per lui questo abito di Carnevale.
La tunica è di raso, il cappello è adornato con tulle blu, e tessuto in lamè argento.
Lui ha dipinto la maschera che porta sul viso.
Doveva partecipare insieme ai suoi compagni di scuola, alla parata in maschera, che si è tenuta nel nostro paese lo scorso sabato.
Tutti i ragazzi di Palo del Colle hanno sfilato per le strade, lanciando coriandoli e lasciandosi ammirare.


Infine sono tornati nella loro scuola, per assistere allo spettacolo che i ragazzi della scuola media hanno allestito.


Balli, scherzi, e anche la festa dell'Unità d'Italia, nel 150°.
Notate i costumi dei ragazzi della prossima foto: sono bianco, rosso e verde, come i colori della nostra bandiera!!!


Così, anche questo Carnevale è passato...
Le giornate si allungano, il clima è più mite.
Si pensa già a Pasqua, e la primavera è alle porte...
Cosa c'è di meglio??

Un video con le più belle immagini del CARNEVALE DI VENEZIA 2011 !!

Auguro un buon week end, a tutti voi!

sabato 13 febbraio 2010

LA VERA STORIA DI ARLECCHINO

Stasera, poichè ho visto che siete stati tutti bravi, prima di andare a dormire vi racconto una storia:

La "vera storia di Arlecchino"
C'era una volta un bambino chiamato Arlecchino, molto povero, che viveva con la sua mamma in una misera casetta.
Per Carnevale la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini di vestirsi in maschera.
Gli amici di Arlecchino decisero di vestirsi in maschera l'ultimo giorno di Carnevale, con gli abiti cuciti dalle loro mamme.
Arlecchino era triste perchè la madre, che era vedova e povera, non poteva comperare la stoffa per il suo vestito. Le mamme degli amici di Arlecchino le regalarono allora gli avanzi delle loro stoffe, così la mamma di Arlecchino potè cucirgli il vestito.
La mattina del martedì grasso, quando Arlecchino entrò in classe lo accolsero con un fragoroso applauso perchè il suo vestito non solo era il più bello, ma anche il più originale.
(testo tratto da  fire.rettorato.unito.it)

Troppo tenera questa storia, mi ha fatto venire voglia di creare una marionetta col cartoncino....
Il mio Arlecchino, nonostante le misure davvero ridotte, tirando la cordicella rossa in basso, muove braccia e gambe!!
Le perline nere che vedete, servono appunto per permettere il movimento delle articolazioni.


Simpatico, vero??? Ed ora tutti a nanna!!!
Buonanotte!

giovedì 11 febbraio 2010

ALBUM DA COLORARE

Sempre per Carnevale, un album da colorare per i più piccoli, con la più famose maschere italiane....
Conoscete certamente Pulcinella, Colombina, Arlecchino... non ditemi di no, vi prego!!!

Volendo, si può colorare davvero!!!

... e non è ancora finita qui.....
Alla prossima!

martedì 9 febbraio 2010

CORIANDOLI E STELLE FILANTI

Non la sentite la frenesia del Carnevale che impazza???
Per le strade della vostra città non girano i bimbi travestiti da "Uomo ragno" e da "Biancaneve"??
Corrono, ridono e spargono in giro i loro variopinti coriandoli.... Quanta allegria!!!
Anche a me è venuta voglia di Carnevale, e non potendo travestirmi (mannaggia!!!) ho pensato di realizzare il mio desiderio... in miniatura!
Ecco a voi il mio Carnevale, dalla realtà alla scala 1:12!!

Coriandoli e stelle filanti....

Una busta di coriandoli, tagliati a mano uno per uno!!!
Le stelle filanti sono ricavate da quelle vere, ridotte a 3 mm di larghezza, arrotolate ben strette e raccolte in una confezione di plastica, come quelle reali...

Ho realizzato anche una piccola catenella fatta con le mini-stelle filanti, come ci insegnavano le nostre maestre a scuola materna. E' lunga circa 20 cm.
Mi sono divertita molto, è stato come tornare bambina... e non è finita qui! C'è ancora tanto da fare!!
Alla prossima!!

lunedì 8 febbraio 2010

CARNEVALE!!!!!!!!!!

Non so da voi, ma qui in Italia il Carnevale è una festa molto sentita e molto festeggiata!!
Girando in Internet alla ricerca di immagini inerenti il Carnevale, mi sono imbattuta in questo sito che racconta dei vari festeggiamenti che si svolgerano in Italia in questo periodo.
Ve ne accenno qualcuno...



CARNEVALE DI VENEZIA:
Sarà come un’enorme carrozza trainata da mille cavalli che accompagnerà ospiti e veneziani per le strade di Carlo Goldoni. Sarà un viaggio alla scoperta di un mondo fantastico, fatto di musica, teatro, giochi e magia.
Sarà un vorticoso universo dove genti di paesi lontani potranno unirsi tra scherzi, maschere e trucco. Sarà il Carnevale di Venezia, da sabato 6 febbraio a martedì 16 febbraio.
Migliaia di turisti approdano a Venezia e si innamorano ogni anno della magia del Carnevale. Tutti alla ricerca della maschera veneziana per eccellenza, la bauta. Costituita da una mantellina nera abbinata a un cappello a tricorno nero e a una larva, e da una maschera bianca che celava il viso, la bauta garantiva il totale anonimato. È la maschera dell’uguaglianza, indossata sia da uomini che da donne. In passato veniva usata non solo durante il Carnevale ma anche nelle feste, nei teatri, negli incontri amorosi e ogni volta che l’incognito facilitava le avventure.
Migliaia di turisti approdano a Venezia e si innamorano ogni anno della magia del Carnevale.....
Il Carnevale si articola su più fronti: festa di piazza, festa privata e spettacoli teatrali. Quel che unisce il tutto è il colore e l’allegria.
Venezia si riempie di persone in maschera che invadono le strade. Può capitare di veder sfilare di tutto, dalle statiche e fredde dame del Settecento corteggiate da algidi cicisbei, ai più ingegnosi e personalizzati costumi moderni, frutto di inventiva e creatività.

Nella pubblica piazza si assiste alle feste ufficiali, soprattutto a quelle del Giovedì Grasso come le Forze d’Ercole e il Volo del Turco, fatto da un acrobata che scende su una fune dal campanile di San Marco. E ancora fuochi d’artificio, spettacoli improvvisati di saltimbanchi, funamboli, burattinai e artisti da strada.

CARNEVALE DI VIAREGGIO:
Capolavori d’arte alti 20 metri e lunghi 14 che, sfidando la folla in cui navigano, regalano uno spettacolo unico ed emozionante. Sono i giganteschi carri di cartapesta realizzati dai maghi del Carnevale di Viareggio.
Almeno 800.000 persone sono attese sui grandi viali a mare per i giorni 31 gennaio, 7, 14, 16 e 21 febbraio 2010 per prendere parte a un evento straordinario e ammirare i grandi carri e gli spettacoli a essi correlati.
Questo celebre carnevale è famoso in tutto il mondo: chi non conosce gli immensi carri allegorici e le geniali caricature in cartapesta dei protagonisti della politica, della cultura e dello spettacolo?

Sono attesissime anche le feste rionali (che quest'anno sono dedicate appunto a Burlamacco, la maschera ufficiale creata da Uberto Bonetti nel 1930), i veglioni in maschera nei locali della Versilia, gli spettacoli, le commedie musicali in vernacolo e gli appuntamenti enogastronomici nei migliori ristoranti della città. Il tutto all’insegna del divertimento.

CARNEVALE DI PUTIGNANO:
Decorre ufficialmente dal 26 Dicembre, con la “Festa delle Propaggini”, il periodo di Carnevale a Putignano, cittadina della provincia di Bari.
Per oltre sei ore, decine gruppi si alternano sul palco della piazza cittadina per declamare versi satirici in dialetto contro i politici, i potenti e determinate abitudini sociali.
Secondo una certa tradizione letteraria, le origini della festa risalirebbero alla traslazione delle reliquie di Santo Stefano dall’Abbazia di Monopoli a Putignano sotto l'egida dei Cavalieri di Malta il 26 dicembre 1394, al fine di preservarle dai rischi delle scorribande saracene, in tale momento storico sarebbero nati i festeggiamenti dei contadini per accogliere il sacro cimelio.

L’avvicendarsi delle settimane è segnato dalla centralità dei giovedì, feste per antonomasia del carnevale che in passato creavano il contesto naturale di mille balli in maschera nei cosiddetti "ios’r" del centro storico. Ogni giovedì ha una sua storia ed una precisa identificazione di costume, che porta sulle scene, con i contorni della satira, uno strato sociale ben preciso.
I colori e l’allegria dei 4 Corsi Mascherati del Carnevale di Putignano, le tre domeniche del 31 gennaio e del 7 e 14 febbraio e martedì 16 febbraio coinvolgono inevitabilmente il pubblico grazie alla maestosità dei carri allegorici, realizzati interamente in cartapesta, che rappresentano temi legati alla politica e all’attualità, insieme con maschere di carattere e gruppi mascherati.
Il clou della manifestazione è, come di consuteo, il martedì grasso, che quest'anno cade il 16 febbraio. È in questa incredibile giornata che ha luogo il Funerale di Carnevale: un corteo funebre al seguito del caro estinto (il Re Carnevale) rappresentato da un maiale in cartapesta che incarna metaforicamente un periodo di eccessi e rottura delle regole. Dopo il momento purificatorio, si attendono i 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, che scandiscono gli ultimi palpiti di un’infinita festa.

Ognuno di noi può riscoprirsi artigiano del proprio divertimento, realizzando in casa in maniera fantasiosa e originale costumi, maschere, coriandoli, addobbi; magari cimentandosi anche tra forno e fornelli per preparare qualche dolce tipico del Carnevale.
Chiacchiere, zeppole, castagnole, struffoli e cicerchiata: ancora più buone se fatte in casa!


(i testi sono tratti da "leggi e vai.it")

E a proposito di Putignano, che è un paese vicino alla zona dove io abito, eccovi alcune notizie su Farinella, la maschera ufficiale del Carnevale di Putignano.



Ideata negli Anni Cinquanta dal grafico Domenico Castellano, la maschera ufficiale del Carnevale di Putignano deve il proprio nome ad un cibo tipico della gastronomia locale. Farinella, infatti, oltre al nome della maschera, è quello di un cibo del repertorio più classico della cucina putignanese. Una farina finissima, ricavata da due alimenti poveri come ceci e orzo abbrustoliti, integratore frugale di una dieta segnata in passato dalla povertà incalzante . Nell’antichità, la produzione avveniva in piccoli mortai di pietra, pronti a regalare una miscela destinata al connubio con sughi, olio o fichi freschi. Al primo Farinella in bianco e verde ha fatto seguito quello che ha segnato la storia più recente del repertorio carnascialesco, forgiato in una veste variopinta pronta a richiamare i colori tipici di questo angolo del mediterraneo.

(i testi sono tratti dal sito ufficiale del Carnevale di Putignano) 


BUON CARNEVALE E BUON DIVERTIMENTO A TUTTI VOI!!!!


CHE TEMPO FA???

DISCLAIMER

I miei lavori sono opera del mio ingegno e della mia creatività, dichiaro con la presente di non esercitare l’attività del commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale bensì di praticarla in modo sporadico (commercio occasionale) non soggetto quindi alla discipline commerciali contenute nel D. Lgs 114/98 il quale, viceversa, regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa. Con la presente dichiaro quindi, ai fini dell’applicazione dell’art. 4 comma 2 lettera h del Decreto legislativo del 31 Marzo 1998 n. 114 di esporre e di porre in vendita, in maniera occasionale e saltuaria, prodotti che sono il risultato e l’opera della mia creatività ed ingegno, che rientrano quindi nell’art. 4 comma 2 del D. Lgs 114/98 e non essere obbligata, di conseguenza, ad iscrivermi in nessuno dei Registri (obbligatori per gli imprenditori commerciali professionali) presso nessuna Camera del Commercio del Territorio Italiano in relazione agli articoli trattati.

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