ciao!!

ciao!!

giovedì 5 marzo 2015

MINIATURITALIA… non c’è due senza tre!



È già passato un mese dalla mia terza avventura a Miniaturitalia e dopo aver raccolto le idee sono finalmente qui, a fare il resoconto di una esperienza unica, che ogni anno mi regala tante emozioni…
Ho aspettato a scrivere perché volevo essere lucida nei miei pensieri, per cercare di trasmettervi quello che ho vissuto, senza dare giudizi affrettati dettati dall’impulsività che mi contraddistingue.
Questa volta non ci sono state peripezie comiche inerenti il viaggio e l’acquisto del biglietto, come per gli anni passati, ma l’intoppo c’è sempre! 
E giusto per perpetuare la tradizione, Cockerina ha dovuto affrontare ancora una volta un ostacolo: ormai il tavolo era prenotato, il biglietto del treno pagato, le previsioni del tempo non erano catastrofiche, sembrava quindi che tutto potesse andare per il meglio, ma… poteva mancare l’appuntamento con la sfiga?? Certo che no!!
A novembre, appena qualche giorno dopo l’iscrizione alla fiera, che raccoglie artisti miniaturisti da tutta Italia e che richiama collezionisti e curiosi da tutta Europa, Cockerina ha avuto un improvviso, inaspettato malessere fisico, che ha messo in dubbio la partecipazione alla fiera stessa!
Dando per scontato che non ce l’avrebbe fatta a risolvere il problema per tempo, sfiduciata e affranta, la nostra eroina ha lavorato poco e male, le miniature erano il suo ultimo pensiero, non si è impegnata più di tanto per preparare il tavolo.
Ma la voglia di andare a Milano per la terza volta, a incontrare amiche vecchie e nuove, l’ha convinta a tentare comunque e a sopportare il dolore fisico e il malessere psicologico, fino alla data di partenza…


La sera dell’arrivo a Milano, appena fuori la stazione, ho immediatamente riconosciuto Annina, la figlia di Eleonora che sarebbe stata la compagna di tavolo di questa edizione. 
L’incontro è stato sorprendente, pensate: sentirsi chiamare per nome in una città lontano da casa, da una signora imbacuccata che non hai mai visto in vita tua, e che ti saluta con tanto affetto, deve essere stato per la ragazzina una esperienza strana, vero??? Ahahah! 
Perdonami Annina, è stato davvero molto bello conoscerti di persona, vedere da vicino il tuo sorriso splendente e quegli occhi così vivaci e luminosi!!
L'ho preso come un segno di buon auspicio...
Arrivata all’Hotel Michelangelo, nemmeno il tempo di posare la valigia, Cockerina ha avuto un altro incontro emozionante: Manuela, Roberta e Eleonora erano lì che l’aspettavano per la prima cena, quattro chiacchiere per sentirsi a proprio agio e dare il via a un sacco di progetti per il giorno dopo.
Com’è strano riconoscersi “a pelle”!!
Dopo tanto chattare su FB sembra di conoscersi da una vita, il viso della persona lo riconosci immediatamente, anche se non lo avevi mai visto prima, se non in foto…
Già in quel momento l’adrenalina si è fatta sentire, immaginate cosa è successo quando la sera stessa una cara amica è venuta a trovarci in camera, per un “cioccolata party”!!
Francesca, una simpaticissima signora Italiana trapiantata a Lussemburgo, ha costretto suo marito a accompagnarla in Italia, con la scusa della Fiera, per poter conoscere noi!! Commovente!! 
Ci siamo divertite molto… speriamo di non aver arrecato disturbo ai vicini di camera… ahahah!


I due giorni seguenti, sabato e domenica, si è svolta la fiera, con grande affluenza di pubblico!
Un flusso continuo di curiosi, e di amici che sono passati per un saluto.
Questo è il tavolo di Cockerina, tutto colorato!! 


Con tutti quei girasoli voleva essere un invito alla bella stagione e come potete vedere, ci sono state delle novità: piccoli divani rimessi a nuovo, in uno stile diverso, fuori dai soliti schemi… 


Il Pinocchio è opera naturalmente di Fabio Emil Antimi, che unisce la sua inimitabile arte di falegname alla poesia con cui presenta sempre le sue opere, le immagini che pubblica sono una gioia per gli occhi e il cuore, date un’occhiata nella sua pagina FB!!
Sul tavolo di “Le Minis di Cockerina” erano presenti anche i balconi in ferro battuto di Antonio Malacario, un gentilissimo insegnante in pensione, presepista per hobby, artigiano sopraffino, che realizza manufatti in ferro, in qualsiasi scala.


Molti visitatori si sono soffermati anche ai tavoli vicini, dove esponevano Piperyta Patty che ha portato in fiera bellissimi ambienti e quilt


e Manu, specializzata in letti e camere per bambini



Mentre subito “dietro l’angolo” c’erano le new entries Franca con Roberta e Martina


e Giusy, con Greta e Serena


Erano tutte emozionate come bimbe al primo giorno di scuola, spero che questa loro prima esperienza a Miniaturitalia rimanga una nota positiva della loro vita.
Tantissimi acquirenti sono passati al tavolo di Eleonora, che ha avuto la brillante idea di produrre in scala 1/12, un piatto tipico regionale per ciascuna regione d’Italia e molti piatti tipici di alcuni Paesi del mondo!


Questa originalità l’ha gratificata con la vincita del premio per il “tavolo più bello”!!
Pensare che Eleonora, presa dall’ansia per la sua prima partecipazione, all’ultimo momento quasi non voleva più venire a Milano!! Hahaha!! Brava Eleonora, come vedi, non bisogna mai arrendersi…


Non vi racconto molto degli altri tavoli nelle sale perchè praticamente non ho visto nulla!!
Ho girato poco, giusto il tempo di salutare vecchie amiche, e conoscere le nuove… per ciascuna di loro va un pensiero positivo e la speranza di ritrovarsi al prossimo anno!!


Queste sono foto di gruppo scattate nei due giorni della fiera e rappresentano una parte di iscritte al Gruppo “Casa di Bambola –miniature e divertimento” su FB, di cui faccio parte… siamo oltre 600, tutte italiane!


Questa foto in particolare, mi è molto cara!
Eccomi insieme al Maestro Andrea Coronella, eccellente cantante lirico, (apprezzo molto la sua voce cristallina e soave, ascoltare una romanza cantata da lui nutre l’anima…) che si diletta con le miniature in Fimo, e a Francesca, la simpatica amica del Lussemburgo che mi ha portato tanti piccoli omaggi, il più gradito un “dulce di leche” che mangio la sera, a cucchiaiate, davanti al PC … ahahah!
Il viaggio di ritorno a casa in treno lo abbiamo fatto insieme, sfogliando l'album di foto che Francesca ha scattato in Fiera, e per il quale è stata eletta all'unanimità Fotoreporter del Gruppo!!


In questa altra foto sono con Eva!!!
Ci conosciamo da tanto tempo attraverso il blog, ma è stata la prima volta che ci siamo incontrate da vicino... peccato non saper parlare lo spagnolo, ma gli sguardi lasciano intendere tutto, vero?
Eva, è stato un piacere!!


Strano come a volte ci si trovi davanti alle persone e senti di averle care, come se le conoscessi da sempre, e vuoi per loro il bene assoluto…
Cockerina ha incontrato tante amiche in fiera, raccolto le loro testimonianze di vita, ascoltato le loro disavventure.
- c’è chi ha perso il lavoro, perché per affrontare spese importanti ha dovuto chiudere un’attività…
- chi il lavoro invece lo cerca adattandosi a fare di tutto, anche se molto sotto le proprie aspirazioni, perché deve mantenere la famiglia…
- chi ha già grossi problemi di salute e si sente dare notizie disarmanti, alle quali non sai come reagire…
- chi è amareggiato per un litigio, chi è deluso da persone che reputava amiche…
Ma non solo notizie negative! C’è anche chi ha scoperto che il ballo ti aiuta a vivere meglio, e chi ha la giornata talmente piena di impegni, che non si capisce dove trovi il tempo per fare anche le miniature, eppure lo vedi sorridere felice!!
Persone straordinarie, con cui è stato piacevole parlare, avere un contatto fisico, sentire dal vivo la voce!
Cockerina ha raccolto tutto questo nel suo cuore, manterrà queste testimonianze come gemme preziose in un "giardino segreto", un bel giardino, grande e pieno di fiori colorati, uno diverso dall’altro, ciascuno con un suo profumo.
Fiori delicati ma resistenti alle intemperie, “fiori di acciaio” con radici forti, una propria stagione per sbocciare, crescere e appassire... ma sempre con l’augurio che ci sarà una rinascita per tutti loro.
Il sole splende sempre oltre le nuvole e prima o poi tornerà a rischiarare le loro vite!!! Coraggio!!


Ma, come in tutti i veri giardini ci sono sempre le erbacce da sradicare, anche nel giardino di Cockerina ci sono piante infestanti e malefiche, che avvelenano quanto di buono c’è nella vita di ciascuno di noi.
Piccole “stelle comete” che non conoscendoti, non sapendo nulla di te e di quanto hai fatto finora, si permettono di giudicarti e di darti appellativi che onestamente non senti di meritare!
Sono quelle persone che ti bloccano su FB senza darti la possibilità di avere un chiarimento e che si limitano a dirti che “non rientri nei loro canoni di scelta delle amicizie, perché (secondo loro) non sei né brava né meritevole”…
A queste persone stolte, consiglio di guardare in questo blog e vedere le cose che ho detto e che ho fatto, in tutti questi anni, con le miniature e con la gente.
Certo non è stato difficile come incollare tra loro perline e pezzi di penna per farne mini argenteria, ma io posso sempre imparare, loro non so… ah ah ah!!
Un amico mi ha detto che quella di quest’anno è stata la più bella edizione di Miniaturitalia.
Ecco, escludendo il fatto che molti erano ammalati, con un occhio pesto, o una mano fuori uso, posso dire anche io che è stata una bella esperienza, perché ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno dimostrato tanto affetto!
... e per questo sono grata agli organizzatori di questa bellissima Fiera, che ci dà la possibilità di realizzare tanti sogni e di abbracciare tanta umanità!
E sono grata soprattutto a tutti voi, che da 5 anni e mezzo leggete ancora questo blog, i miei pensieri e le mie avventure tragicomiche.. ah ah ah!
Spero di continuare a godere della vostra piacevole compagnia ancora a lungo!
E invece, col tempo le stelle comete precipitano, scomparendo nel buio dell’infinito… e le piante infestanti, una volta sradicate, muoiono…

Alla prossima!!


martedì 17 febbraio 2015

IL PALIO DEL "VICCIO"....

Oggi, nel mio paese, si festeggia il Martedi Grasso con la rievocazione storica del "Palio del Viccio".
Il palio è una delle più interessanti manifestazioni folkloristiche connesse alla ritualità carnevalesca, ed una delle superstiti testimonianze dell'atavica cultura contadina e delle tradizioni popolari di Palo del Colle.
"Viccio", in dialetto palese, significa tacchino.


Il gioco di apertura del Palio è rappresentato da antichi giochi medioevali.
In gara ci sono 10 squadre, ognuna composta da 8 persone che si cimenteranno con la corsa coi sacchi a staffetta, arrampicarsi sull'albero della cuccagna...


tiro alla fune....


...e tiro con l'arco.
Per ogni gioco ci sarà un punteggio. Vince la squadra che colleziona il punteggio più alto.




Quando si parla di Palo del Colle, spesso si associa il nome del paese al "Palio del Viccio", evento leggendario di epoca storica non ben definita, forse risalente addirittura ai tempi di Plinio il Vecchio (23 d.C.).
Un momento di festa, di giubilo che in origine aveva una valenza antropologica, legata ai riti per scacciare malocchio e sfortune e, solo successivamente, una dimensione storica e religiosa.


La tradizione vuole che sia nato come momento di esibizione della maestria degli allevatori nell’addestramento dei cavalli (in paese tutt’oggi sono presenti numerose scuderie), poi diventato una vera e propria dichiarazione identitaria, sociale e comunitaria: ogni cavaliere simboleggia una famiglia, un “rione” con proprie storie, monumenti e Santi protettori.
Nonostante si svolga il Martedì Grasso, non è “puro folklore” di tipo carnevalesco, ma ha una serie notevole di significati etnologici ed antropologici.
C’è innanzitutto la componente della “tenzone cavalleresca”.


Si è scoperto che il più "importante" allevamento dei cavalli nella zona è iniziato nel 1477 da Maria Sforza, che aveva una grande passione per i cavalli.
L’allevamento fu largamente sviluppato da Ludovico il Moro, che pur possedendo altre “difese” in diverse città pugliesi e calabresi, aveva in quella di Palo la “difesa” più preziosa e rinomata, per le razze pregiate dei cavalli.
In tale allevamento, la corsa del “viccio” affonda certamente le sue radici.
 
Può essere avvenuto che, quando nel 1477 il duca Sforza Maria venne a Bari e fece una visita a Palo, gli addetti alla “difesa” vollero dimostrare la bontà e il grado di addestramento dei cavalli, oltre alla perizia di chi li montava, con la esibizione di una corsa in salita, lungo il pendio della collina che portava alla porta del castello.
Una gara nata, insomma, come dimostrazione della efficienza dell’allevamento.


Ancora oggi, il palio trova la sua cornice storica in Corso Garibaldi, strada in salita e arteria principale del centro cittadino, che sfocia in Piazza Santa Croce.


A metà strada viene posizionata una corda tesa tra due balconi a cui vengono agganciati una gabbia con un tacchino (u’vicce in dialetto) e, al centro, una vescica piena d’acqua.
Obiettivo della giostra, è bucare la vescica con un’asta acuminata, stando a cavallo, e alzandosi sulle staffe.


L’abilità e la destrezza del cavaliere è equilibrare e coordinare la velocità dell’animale (in netta difficoltà per la conformazione della strada in evidente salita) con la tensione e la postura del proprio corpo: ciò lo porta ad esibirsi in una serie di gesti spettacolari e cavalcate emozionanti.


Ma  se la presenza di allevamenti equini nel territorio potrebbe spiegare la forma di torneo cavalleresco assunto dal Palio, non è chiaro il ruolo centrale che in questo rito-spettacolo svolge il “viccio”, cioè il tacchino, che tra l’altro, compare più tardi.
In realtà, il protagonismo del gallinaceo, che è il vero oggetto del contendere e il fulcro attorno a cui ruota la giostra cavalleresca, spinge a cercare più indietro e a diverso livello l’origine del palio ed è connesso alla ritualità, con la duplice funzione propiziatoria e apotropaica, legata al ciclo agrario.
A tal proposito, se è vero che il tacchino è giunto in Europa dopo la conquista del Messico, sua terra originaria, da parte di Cortez nel 1522, è probabile che esso abbia sostituito la funzione del gallo che costituisce il suo antecedente.
Il tacchino, cioè, altro non è se non la variante aggiornata e risalente appunto alla scoperta del Nuovo Mondo, del preesistente gallo.
Come in ogni palio che si rispetti, la tensione emotiva è legata al tempo: in un crescendo di emozioni gli spettatori si immergono in una “storia”, anzi nella storia, calandosi in un universo di significati che raggiungono il culmine nella vittoria del cavaliere di turno, osannato dalla folla nel tripudio generale.
Un tempo lo spettacolo era molto cruento, visto che al posto della borsa c'era un vero "viccio".
Oggi è rimasta comunque intatta la bellezza della giostra, in cui ogni partecipante è chiamato a dimostrare abilità e coraggio.


Accanto al Palio del Viccio, sono affiancate una serie di attività che rientrano nel Mercatino medioevale, allestito con bancarelle in legno con tela, di dimensioni diverse, ricostruite sullo stile dell'epoca.


Nel Mercatino medioevale ci sono numerosi figuranti-attori con banchi raffiguranti antichi mestieri: il ceramista, il cuoiaio, lo speziale, la tessitrice, i giochi storici, l'armaiolo, il fabbro, l'arcaio, il cerusico, il candelaio e diversi popolani.


All'interno del percorso ci sono giocolieri, mangiafuoco e musici, mentre in Piazza Santa Croce sono previsti diversi tornei d'arme tra cavalieri appiedati e l'esibizione dei falconieri e degli sbandieratori.


Un'intera sala è dedicata agli strumenti da tortura realizzati da un artigiano locale che, insieme ad altri figuranti-attori, spiegherà le tecniche di tortura, coadiuvato da un medico esperto di anatomia.
E' prevista la cerimonia di investitura dei cavalieri associati ad un rione, ciò al fine di creare un legame sportivo ma anche emotivo col quartiere rappresentato. 


Una comunità che riconosce ed acclama il proprio eroe, che porterà in alto i colori della contrada.
Sciolto il binomio tra cavaliere e scuderia, i cavalieri rappresenteranno solo i rioni e non più interessi privati!
La sera, dopo il palio, continua la sagra vera e propria con menù a base di tacchino, negli stand gastronomici in piazza, carri allegorici e gruppi mascherati, come nelle migliori tradizioni carnevalesche.
(foto e testi trovati nel web)
 
Oggi, 17 febbraio, si celebra anche la Festa nazionale del Gatto!
Questa è la mia micetta Audrey, ha circa 5/6 mesi ed è un gran coccolona!!


Auguri a tutti i micini!! Miaooooooooooo.... ahahah!
Felice Martedi Grasso a tutti!


martedì 27 gennaio 2015

Mini Jazzi in Italia - parte prima: Vacanze romane...

Oggi ho visto le foto di Mini Jazzi a casa di Gosia in Polonia, e mi sono commossa.
Finalmente la nostra piccola amica è di nuovo in giro per il mondo... e questo mi fa molto felice!!
Così mi è venuta nostalgia del nostro tempo insieme, e mi sono resa conto di aver dimenticato di pubblicare le foto delle vacanze a Roma e Ponza, con MJ e la mia famiglia.
Sono trascorsi già sei mesi, mamma mia come passa veloce il tempo!!
Ve le mostro ora, perchè oggi qui fa molto freddo, ma queste immagini scalderanno il cuore a qualcuna di voi...
La scorsa estate, ho portato mini Jazzi a Roma, a vedere le bellezze storiche e artistiche della capitale d'Italia.
Primo fra tutti, il Colosseo!!
Originariamente conosciuto come "Amphitheatrum Flavium" è il più grande anfiteatro  del mondo, situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 75.000 unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi, conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città di Roma e uno dei simboli d'Italia.
La sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. ed inaugurato da Tito nell'80 d.c.
Anticamente era usato per gli spettacoli di gladiatori e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica).
Nella foto si vede una parte di pavimento, ripristinato per dimostrare che al di sotto di esso, c'erano stanze per il gladiatori, celle per gli animali, e una serie di corridoi, nei quali gli attori si avvicendavano per prepararsi agli spettacoli.
MiniJazzi è rimasta molto colpita dal Colosseo, e dalle sue enormi dimensioni!


Ecco immortalati anche i Gladiatori!!
Da lontano però, MJ aveva timore delle armi e di quell'aria minacciosa...


Dopo il Colosseo siamo andati a visitare gli scavi archeologici del Foro Romano e per concludere la prima giornata di vacanza, siamo passati a farci una foto davanti al "Vittoriano".
Il nome deriva da Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia.
Alla sua morte, nel 1878, fu deciso di innalzare un monumento che celebrasse il Padre della Patria e con lui l'intera stagione risorgimentale.
Il complesso monumentale venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911.
Fu il momento culminante dell'Esposizione Internazionale che celebrava i cinquanta anni dell'Italia unita.
Nel complesso monumentale, sotto la statua della Dea Roma, è stata tumulata, il 4 novembre del 1921, la salma del "Milite ignoto" in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di sepoltura.
Il Vittoriano doveva essere uno spazio aperto ai cittadini.  Oggi è consentito visitarlo, ma solo in orari prestabiliti.


Il secondo giorno siamo stati a visitare la Basilica di San Pietro e i Musei vaticani.
La basilica di San Pietro in Vaticano è la più grande delle quattro basiliche papali di Roma, spesso descritta come la più grande chiesa del mondo e centro del cattolicesimo.
Non è tuttavia la chiesa cattedrale della diocesi romana poiché tale titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano che è anche la prima per dignità, essendo Madre e Capo di tutte le Chiese dell'Urbe e del Mondo.


La costruzione dell'attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII, mentre la sistemazione della piazza antistante si concluse solo nel 1667. Si tratta tuttavia di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell'odierna basilica, ne sorgeva un'altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall'imperatore romano Costantino I sull'area del circo di Nerone e di una contigua necropoli dove la tradizione vuole che san Pietro, il primo degli apostoli di Gesù, fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione.
Ecco una rara immagine della prima basilica di san Pietro, abbattuta per poter costruire quella che oggi tutti conosciamo.


Tra le tante, stupende, opere d'arte, conservate nella attuale Basilica di san Pietro, affreschi, dipinti, arazzi, statue, capitelli e quant'altro, questa è forse la più famosa!
La pietà di Michelangelo, più piccola in realtà di quanto immaginassimo, è protetta da una teca e non ci si può avvicinare troppo, perchè più volte è stata violata e deturpata ma mani folli e violente.
Mette addosso una sensazione di tristezza infinita, così dolce e commovente, vero?


Era così affascinata dalla santità del luogo, che Mini Jazzi ha insistito anche per incontrare il Papa...


Quando le guardie svizzere hanno cominciato a urlare, abbiamo spiegato che era solo uno scherzo, e che l'immagine di Papa Francesco era solo un manifesto incollato per strada... ah ah ah!...


 Anche la visita ai Musei Vaticani è stata lunga e interessante, abbiamo visto opere d'arte di inestimabile valore ma che non si potevano fotografare, peccato!
Ma quando siamo arrivati davanti ai sarcofagi...

... e alle statue delle divinità egizie, MJ ha voluto farsi immortalare, di nascosto dal custode... ahahah!


che noiosi i guardiani dei Musei... "No camera! ... No foto!"
Le uniche cose a cui siamo riuscite a strappare una immagine, sono stati i pavimenti...

....e il soffitto della Cappella Sistina!!!!


Siamo davvero due pazze avventurose, io e MiniJazzi ... ci siamo divertite un sacco!!!
Il terzo giorno siamo andati a zonzo per il centro di Roma.
Peccato che la gran parte dei monumenti famosi, come la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e altre cose interessanti da vedere, erano coperte da impalcature per il restauro, così dovete accontentarvi solo di questa immagine della bocca della verità, famosa anche per il film "Vacanze romane".


Nel periodo della Roma Antica, la "Bocca della Verità" era in realtà un tombino.
I tombini, nella Roma Antica, riportavano spesso l'effigie di una divinità fluviale che "inghiotte" l'acqua piovana.
Nel 1632 l'antico mascherone in marmo fu murato nella parete del "pronao" (zona antistante l'ingresso) della chiesa di Santa Maria in Cosmedin di Roma.
Come potete vedere, rappresenta un volto maschile con una fluente barba, forse Giove Ammone, o un oracolo.
Gli occhi, naso e bocca sono forati e cavi.
Nel medioevo si fece strada la leggenda che il mascherone fosse magico e rivelasse la verità, "mangiando" o meglio, trattenendo la mano di chi l'avesse infilata nella sua bocca, se avesse mentito...
Naturalmente, era frequentemente visitato dai mariti che avessero dubitato della fedeltà delle proprie mogli, le quali erano costrette a infilare la mano in quella bocca spaventosa...
Io, per sicurezza, la mano non l'ho infilata affatto... ah ah ah!
Nel pomeriggio, ci è venuta voglia di allontanarci dalla calura della città, così abbiamo deciso di fare una lunga passeggiata a Villa Borghese, per godere del fresco degli alberi.

All'interno della villa è situato il Bioparco, cioè il giardino zoologico di Roma. Attualmente ospita 1144 animali di 222 specie diverse.
Fu concepito come zoo nel 1908, da un'organizzazione il cui scopo era quello di destinare una zona della città come esibizione di specie animali esotiche a scopo educativo. Lo zoo aveva una superficie di circa 12 ettari e fu costruito nella parte settentrionale di Villa Borghese.
I lavori iniziarono il 10 maggio 1909 per terminare nell'ottobre del 1910. Il 2 novembre, arrivava a Roma il treno che portava da Amburgo il primo gruppo di animali destinato a popolare i vari ambienti preparati per loro.
Lo zoo fu inaugurato tra grandi festeggiamenti il 5 gennaio del 1911.
Per pura coincidenza, MiniJazzi aveva un bel cappello da esploratore in valigia!!
Eccola davanti allo spazio dedicato agli elefanti....


Il quarto giorno a Roma abbiamo visto una cosa inusuale, la Chiesa di Santa Maria Immacolata a via Veneto.
L'attrattiva principale della chiesa è sicuramente la cripta-ossario decorata con le ossa di circa 4000 frati cappuccini, raccolti tra il 1528 ed il 1870 dal vecchio cimitero dell'ordine dei Cappuccini, che si trovava nella chiesa di Santa Croce e Bonaventura dei Lucchesi, nei pressi del Quirinale.
La cripta è divisa in cinque piccole cappelle dove si trovano anche alcuni corpi interi di alcuni frati mummificati con indosso le vesti tipiche dei frati Cappuccini.
All'ingresso della cripta, su una targa, è scritto:
« Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete. »
La scelta di decorare la cripta con le ossa, che potrebbe apparire lugubre e macabra, è in realtà un modo di esorcizzare la morte e di sottolineare come il corpo non sia che un contenitore dell'anima, e in quanto tale, una volta che essa l'ha abbandonato, il contenitore si può riutilizzare in altro modo.
ATTENZIONE! la prossima foto non è per i deboli di cuore!


Era quasi ora di cena ed eravamo in cerca di un ristorante, abbiamo percorso via Veneto, meta del jet set degli anni '50 e ho immortalato MiniJazzi davanti all'Harry's bar, come se fosse una star....


L'ultimo giorno a Roma lo abbiamo trascorso visitando il quartiere di Trastevere, il tredicesimo rione di Roma.
Il nome deriva dal latino trans Tiberim (al di là del Tevere), perché la città ebbe origine e principale sviluppo invece nella opposta sponda.
Al tempo delle origini di Roma (754-509 a.C.), la zona di Trastevere era una terra ostile che apparteneva agli Etruschi. Roma la occupò per poter sorvegliare il fiume da ambo i lati. In ogni caso la sua importanza era soltanto strategica: Roma non aveva interesse ad estendersi urbanisticamente su quel lato. Infatti Trastevere era collegato al resto della città solo da un debole ponte di legno, il Sublicio.
In età repubblicana, le zone vicino al fiume si popolarono di quei lavoratori le cui attività erano legate al fiume, come marinai e pescatori, e ci fu una grande affluenza di immigrati orientali, principalmente ebrei e siriani.
Nel Medioevo il quartiere aveva vie strette, tortuose e irregolari, perciò Trastevere rimase un labirinto di viottoli.
Forte era il contrasto tra le ricche e possenti abitazioni dei signori e le casupole delle persone più povere.
Grazie al parziale isolamento (si trovava al di là del Tevere) e all'ambiente multiculturale fin dal tempo dell'antica Roma, gli abitanti di Trastevere, chiamati "trasteverini", venivano a formare quasi una popolazione a sé stante: popolani di nota tenacia, fierezza e genuinità. Inoltre, le donne erano considerate molto belle, con occhi e capelli molto scuri e dai bei lineamenti.
Oggi Trastevere mantiene ancora il suo carattere grazie alle strade tortuose coperte di sanpietrini su cui si affacciano case popolari medioevali.
La notte si riempie di persone, sia italiane che straniere, grazie alla ricchezza di ristoranti tipici romani e pub per ogni fascia di prezzo.
Per l'ultima cena a Roma, noi abbiamo scelto un ristorante messicano, sulla riva del fiume Tevere...
Arrivederci Roma!!!



Le vacanze romane sono proseguite il giorno dopo, sull'isola di Ponza, nel mar Tirreno....


Il territorio comprende l'isola principale, Ponza appunto, e le vicine isole minori di Palmarola, Gavi e Zannone, appartenenti all'arcipelago delle isole Ponziane, nel Mar Tirreno.
L'isola principale, quasi completamente collinare, raggiunge la massima altezza di 280 m nella sua estremità meridionale.


Il piccolo paese di Ponza presenta antiche case di pescatori, molto carine e variopinte, alle quali si può accedere solo a piedi, salendo scale imbiancate.
Le strade asfaltate sono poche e vi possono circolare solo le auto dei residenti, o pochissimi turisti!!
Sappiatelo, se volete trascorrere le vacanze su questa bella isola!
L'attrattiva principale sono, naturalmente, le spiagge.
Meta molto popolare per i visitatori è una piccola spiaggia denominata "Chiaia di Luna", che è esposta ad occidente e protetta dai venti da una parete di tufo bianco molto elevata. La baia è accessibile solo via mare o tramite un tunnel di epoca romana.


Attualmente la spiaggia è interdetta sia via terra, sia via mare, a seguito del decesso di una giovane bagnante, avvenuto nell'estate del 2001.
Anticamente in questa spiaggia era ubicato un porto greco; ancora oggi nei fondali limitrofi non è infrequente rinvenire resti di antiche costruzioni o frammenti di anfore.
La Spiaggia di Frontone è attualmente l'unica facilmente raggiungibile dal porto, grazie a un collegamento garantito da noleggiatori presso la Banchina Nuova.
Noi ci siamo stati e anche Mini Jazzi ha preso il sole...


Il mar Tirreno è profondo, colore blu intenso e ricco di pesci... Abbiamo fatto gite in barca, visitato le grotte lungo la costa, nuotato, pescato... siamo stati davvero molto bene!
Peccato che le vacanze finiscono sempre presto!


Le vacanze di Mini Jazzi invece sono proseguite a casa mia, ma questa è un'altra storia... ve lo racconto nel prossimo post, che stavolta mi sono dilungata troppo!
ah ah ah!

Alla prossima!!

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