ciao!!

ciao!!

benvenuto nel mondo dei sogni..

tutti abbiamo un sogno!! il mio è quello di realizzare tutto (o quasi) quello che vedo nella realtà in scala 1:12!!

TU SEI IL VISITATORE NUMERO...

sabato 19 ottobre 2013

RITA....

Questo post, avrei dovuto scriverlo diversi mesi fa, quando ho ricevuto questo splendido dono da Mely


Non è dolcissima?? Sembra che dorma.... è così tenera, e paffuta, semplicemente deliziosa!!
Quando ho aperto il pacchetto ho pianto, perchè è arrivato in un periodo in cui avevo tralasciato molte cose della mia vita reale, avevo anche abbandonato le mie amate minis, non avevo voglia di fare nulla, ero caduta in una depressione spaventosa....
Questa bambolina mi ha ridato il sorriso, mi ha dato forza, e piano piano ho ripreso a fare le cose che dovevo.


Mely è una ragazza straordinaria, è ostinata e coraggiosa!
Nonostante le sue vicissitudini, e il problema al suo braccio, ha continuato a credere in sè stessa, affrontando molte prove nella sua vita, e rialzandosi sempre con grande forza!!
Il suo coraggio è arrivato fino a me.
Così ho deciso di dare un nome a questa dolcissima bimba, e l'ho chiamata Rita, in onore di Mely (nella realtà Carmela Rita).
Che ne pensate???
Ma adesso asciugatevi i lacrimoni e fatevi una sana risata....
Ecco il nostro prode Franz alle prese con i piatti da lavare!!! ah ah!


Questo perchè il mio alter ego, la mia bambola "Cockerina", è una "tosta", una che si fa rispettare, una che quando dice a Franz che deve collaborare in casa, altrimenti non si mangia, egli obbedisce amorevolmente...
Magari fosse così anche nella realtà... ahaha!!
Il grembiule che Franz ha indosso, è il regalo che ho fatto a Mely, per contraccambiare, insieme al suo libro preferito "I Miserabili".
Adesso che Mely ha pubblicato le foto anche nel suo blog, e lo swap è completo, possiamo affrontare nuove avventure! ahahah!
Grazie Mely, sei un tesoro!!!

Per chi fosse interessato, una copia del grembiule è in vendita nel mio Etsy
Il blu è già pronto per la spedizione, per altri colori potete fare la vostra ordinazione.
Chi volesse invece cimentarsi a farlo con le proprie mani, potete trovare il tutorial QUI.

Riguardo il mio appello nel post precedente, annuncio con grande gioia di avere trovato la mia compagna di avventure per Miniaturitalia!!!
Si chiama Manu, e potete andare a conoscerla meglio nel suo blog...
Saremo una grande coppia, già lo so! ahah!!

Felice Weekend a tutti!

mercoledì 16 ottobre 2013

MINIATURITALIA 2014... CERCO PARTNER!!!

Ciao a tutti! Come state??? Spero tutti bene!!
Scrivo questo post veloce, per fare un annuncio importante...
Ho tanto desiderio di tornare a Milano in febbraio, per esporre a Miniaturitalia 2014.


Per me è stata una avventura piacevole, ma anche rocambolesca, come potete leggere QUI
Ho davvero tanta voglia di riprovarci, ma ho difficoltà a trovare una compagna, con cui dividere il tavolo della esposizione.
Così, uso il mio blog come se fosse la pagina di un giornale, dove si leggono gli annunci economici... ahah!

""AAA CERCASI: miniaturista, possibilmente italiana, con cui dividere le spese del tavolo di Miniaturitalia Fiera 2014.
Astenersi indecise!!
Contattatemi con messaggio privato, entro e NON OLTRE il 25 ottobre.
Grazie""


Il mio problema è che devo affrontare un viaggio lungo e costoso, poichè Milano è molto lontano da dove io vivo, e se ci fosse la possibilità di risparmiare, sarebbe davvero importante per me.
Il costo del tavolo è di 250€, ma dividendo le spese a metà, sarebbe conveniente per entrambe le espositrici, non trovate?
Ho messo la preferenza per una ragazza italiana, solo perchè ho difficoltà a parlare in un'altra lingua.
Ma se la persona interessata fosse in grado di comunicare con me, potrebbe essere divertente scambiare due chiacchiere in spagnolo, o in inglese... con riserva, però, perchè non garantisco di riuscire a dire (o capire) esattamente, abbiate pietà... ahah!
Spero davvero che qualcuno di voi sia interessato a venire a Milano, fare la conoscenza di persone fantastiche, vivere due giorni in assoluta serenità, gioire della approvazione di chi considera interessante il nostro hobby, provare la soddisfazione di vendere le proprie creazioni...
Chi avesse dei dubbi, chi non ha mai partecipato, chi "vorrebbe" ma non ha il coraggio, è pregato di scrivermi, sarò lieta di dare maggiori informazioni, e soprattutto un caloroso incoraggiamento!!
Vi assicuro che ne vale la pena!!
Chi viene con me????

Grazie a chi risponderà all'appello!!
Chi fosse interessato, può scrivere alla mia mail
katiamilella@tiscali.it
o se preferisce, lasciare un messaggio privato sul mio profilo FB

Rimango in attesa, fiduciosa....


sabato 5 ottobre 2013

LA MIA BAITA... AIUTO!!!!

Ho appena trovato questa immagine su Facebook...
Scusate, ma è così tanta l'emozione, che non posso fare a meno di farla vedere anche a voi...
Era tanto tempo che cercavo una foto ispiratrice!
Finalmente l'ho trovata...
Questa, è come dovrebbe diventare la mia baita una volta finita!!!


Naturalmente, tenendo presente che avrà comunque il portico, in basso a sinistra... ahah!
Prima di tutto, invece della panchina che vedete nella foto, posizionerò un tronco d'albero come fioriera, come spiegato QUI.
Le finestre e la porta, rimangono come nel modello originale.
Per farvi capire come è fatta, prendo un attimo a prestito la foto di Mari@ , che ce l'ha uguale alla mia, perchè io il balcone non l'ho ancora incollato alla facciata... ehm...


L'intera facciata è ricoperta di una brutta carta plastificata... penso proprio che la eliminerò!
Riguardo la copertura in pietra, quindi, farò riferimento ai tanti tutorial che ho visto nella blogosfera, con cartone delle uova, gesso e vernice.
Questo non è un problema.
Ma...
Qualcuno mi può dare suggerimenti per come fare la parte di facciata al piano superiore, in finto legno??? O anche legno vero eventualmente..!!
In tal caso, che materiale potrò usare? Raccolgo rametti nel bosco?? ahah!
E soprattutto, come faccio a fare la parte del tetto che si protende in avanti, a coprire il balcone?
Nel mio modello precostituito, e quindi no progettato da me, gli spioventi del tetto si allineano alla facciata, lasciando il balcone senza copertura.
Anche in questo caso, prendo in prestito la foto di Fabiola... ma in quanti siamo a avere questo modello di casa???? ahaha!!


Ora, considerando che l'intera facciata si apre in avanti, per mostrare l'interno della casa, come faccio a far "scivolare" la facciata al di sotto della sporgenza, considerando che le colonne del balcone dovranno arrivare fin sotto il tetto stesso??
Premetto che il tetto, anche se non è ancora incollato alla casa, è già finito, e rivestito con le tegole in dotazione, così come lo vedete nelle due foto!!
Dovrei, quindi, costruire solo la parte sporgente, sopra il balcone.
E come faccio, la costruisco a parte, e poi la incollo agli spioventi già finiti?
Reggerà???
Oppure, la faccio poggiare sulle colonne, che poi dovrò mettere sul balcone, e quindi resterebbe distaccata dalla casa??
Una soluzione sarebbe di staccare TUTTE le tegole dal tetto finito, e tagliare due nuovi spioventi, di misura più larga della casa... e poi incollare di nuovo TUTTE le tegole!!
Ma così non basterebbero!!
Dovrei farne di nuove, simili a quelle che ho e inserirle, ma temo che si vedrebbe la differenza...
Troppi rischi, troppa fatica, non ci dormo la notte!!! ahaha!
Faccio appello ai tanti miniaturisti specializzati in legno, grazie!
Ehm... non so, se si capisce quello che sto dicendo... Spero di essere stata chiara... ahah!
La mia baita dorme sotto il telo antipolvere, da tanto tempo... lasciata a metà, senza speranza...
L'incapacità a andare avanti, e risolvere il problema, poi il mio negozio Etsy, e ora anche FaceBook, piano piano mi hanno lentamente portato ad abbandonare il progetto...
Aiutatemi a riprendere la voglia di finire il lavoro!!
Grazie, per i simpatici commenti ai post precedenti, e scusate se non rispondo a tutti, uno per uno.
I vostri consigli e le vostre opinioni, anche se negative, sono sempre bene accettate, grazie!!
Buona domenica!!!

venerdì 4 ottobre 2013

LO SPAVENTAPASSERI

Fin da bambina, sono sempre stata affascinata dallo spaventapasseri, una figura che dovrebbe incutere timore, ma che in realtà a me fa tanta tenerezza.
Viene usato per dissuadere gli uccelli, come ad esempio corvi e passeri, dal rovinare i campi e di conseguenza il raccolto.
Solitamente è composto da un fantoccio di pezza, montato su due sbarre di legno messe a croce, abbigliato con vecchi abiti e un cappello di paglia, per simulare una presenza umana.
Durante le mie vacanze in Toscana, la scorsa estate, ne ho visto uno, in un campo.
Mi spiace non averlo potuto fotografare, perchè eravamo in viaggio in auto, e era impossibile fermarsi in quel momento.
Mi ha subito ricordato l'infanzia, quando ho visto in TV il film "Il meraviglioso Mago di Oz".
Mi faceva tenerezza quel fantoccio con sembianze umane, avvilito dalla consapevolezza di non essere riuscito a spaventare le cornacchie, perchè egli non aveva un cervello.
Però, in fondo, un poco di saggezza era in lui, infatti quando Dorothy gli chiese: "Come fai a parlare, se non hai un cervello?" lui rispose "Non lo so... ma molta gente senza cervello fa tante chiacchiere"... ahahah!!
Credo che avesse ragione!


Così, in occasione dello Holiday Swap, ispirata dallo spaventapasseri visto nelle campagne di Firenze, ho voluto regalare alla mia compagna Karin, un oggetto che ricordasse l'estate.
Un simbolo della mia vacanza, il dolce, triste pupazzo, abbandonato nel mare di grano.
Eccolo qui, spero che vi piaccia!!!


Compleatamente imbottito di paglia, è vestito con una camicia a quadretti, e un paio di vecchi jeans.
Ho aggiunto le toppe colorate sui pantaloni sdruciti, la cintura di spago, e un piccolo fazzoletto intorno al collo.
Quasi 9 ore di lavoro, volevo che fosse perfetto...
Il tessuto con cui ho rivestito la testa, è stato tinto con il caffè!!
Ho persino comprato appositamente i pennarelli per i tessuti, per fare occhi e bocca...


Ho usato un pezzo di juta per fare il cappello.
Nella mia fantasia, dovrebbe essere un vecchio sacco di patate... ahah!
Nella base, ci sono rametti di origano, perchè ho pensato che così Karin avrebbe potuto sentire il profumo dell'Italia...


Mi sono talmente divertita a crearlo, che ne ho fatto un gemello!!
Questo ha una espressione un pò imbronciata, forse non è molto contento di stare sotto il sole!!


Ho voluto che fosse circondato solo di fiori, e quali sarebbero stati meglio dei girasoli??
Nella base, stavolta ho messo una piccola zucca, così potrebbe essere usato anche per un scena di Halloween...


Ora è nel mio Esty , in attesa che "Dorothy" lo porti a casa sua...

E per finire con un sorriso, questa sono io, travestita da spaventapasseri, a Carnevale del 2002.


Il pirata vicino a me, è mio figlio Riccardo, che oggi è talmente alto che mi guarda in testa... ahahah!!
Come passa il tempo!!!
A proposito!! Io sono ancora in attesa di ricevere il mio pacchetto per lo swap...

Oggi è San Francesco.
Ne approfitto per augurare Buon Onomastico a tutte le amiche, e gli amici, che portano questo bellissimo nome, e in particolare a mio marito!!!
Alla prossima!


mercoledì 2 ottobre 2013

UN PREMIO SPECIALE!!!

Ho appena ricevuto una mail che mi ha riempito il cuore di gioia!!
Ve la trascrivo per rendervi partecipi, sperando che in qualche modo possa contribuire alla vendita di ulteriori copie di questo libro, il cui ricavato andrà sempre in beneficienza ai bambini di Rocchetta Vara.


Vi ricordate? Ve ne ho parlato tempo fa, potete leggere maggiori informazioni QUI

"Carissimi/e tutti!!
Con gran gioia vi "passo" una notizia che mi è appena arrivata : il nostro libro, I-Kitchen riceverà sabato prossimo, 5 ottobre, una menzione speciale nell'ambito del Premio Letterario Nazionale Città di Chiavari.

Sabato 5 ottobre 2013
17.00

Premio Letterario Nazionale “Città di Chiavari”
premiazione sabato 5 ottobre 2013 alle ore 17.00
a Chiavari, nel civico Auditorium San Francesco,
Piazzale San Francesco


il libro progetto "i-Kitchen - Liberodiscrivere edizione" riceverà un riconoscimento speciale Cibo e solidarietà- Premio Letterario Nazionale “Città di Chiavari”
L’originalità del libro sta nel progetto per il quale la Giuria Tecnica del Premio ha scelto di istituire, solo per questa volta, un terzo riconoscimento speciale oltre ai consueti Cultura del cibo e Cultura della solidarietà.
Link al libro: http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161267
La premiazione avverrà sabato 5 ottobre alle ore 17.00 a Chiavari, nel civico Auditorium San Francesco, Piazzale San Francesco.
VENITEEEEEEE!!!!!!! 
Andiamo insieme a ritirare il premio? Abbiamo fatto insieme il libro!
Mi farebbe davvero piacere incontrarvi!
Se qualcuno di voi potesse, sarebbe davvero bellissimo!
Un abbraccio grande a tutti!
Patrizia"


Che ne dite????
Io sono felicissima di avere contribuito, insieme ad altre ragazze, alla composizione di questo libro di ricette.
Lo scopo per il quale questo libro è nato, era di dare sollievo alle sofferenze di bambini che avevano perso la loro casa-famiglia.
Ricevere un premio per avere fatto un piccolo gesto di amore, di solidarietà, è davvero gratificante.
Tutti noi siamo piccole gocce di mare, ma insieme formiamo l'oceano!!!
A volte basta davvero poco, per fare una grande cosa...

domenica 22 settembre 2013

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO....

Ciao a tutti!!! Come state???
Scusate l'assenza prolungata, ma mi sono parecchio impigrita in questo ultimo mese, e ho prodotto poco, nella rilassatezza totale...
L'estate volge al termine, le scuole sono iniziate, si torna piano piano alla normalità.
Così, spero di essere un poco più presente in futuro, e di aggiornare pià spesso questo blog, per troppo tempo rimasto nell'oblio... ahah!
Oggi vi parlo di una cosa inaspettata, di un incontro che mai avrei potuto solo lontanamente immaginare.
Una sorpresa che mi ha dato immenso piacere e che non so se si potrà ripetere, in futuro!
Dal titolo di questo post, immaginerete che sono stata rapita dagli alieni, e questo giustificherebbe la mia sparizione improvvisa.. ah ah ah!
Ma invece è successo qualcosa di ancor più sconvolgente, e fortunatamente molto più piacevole!
Ieri sera Rosanna mi ha mandato una mail, alla quale in un primo momento, quasi non riuscivo a credere...
E invece, è successo davvero!!!


Oggi ci siamo incontrate nella mia città di origine, Bari, nella quale non vivo più da anni ormai, ma che posso raggiungere agevolmente con il treno, dal paese in cui abito.
Rosanna era di passaggio qui, perchè è partita per una vacanza in Calabria, e si è trovata suo malgrado, a trascorrere la mattinata a Bari, in attesa della coincidenza del treno che l'avrebbe portata a destinazione.
Abbiamo trascorso insieme ben 5 ore, in giro per la città, come due turiste... ah ah!
Era una cosa strana anche per me, e ho avuto l'occasione di guardare la mia città con occhi diversi, perchè da quando abito in un paese di campagna, lontano dalle mie origini, mi mancano anche i più banali punti di riferimento: gli odori, i colori, i suoni, le sensazioni che mi fanno dire, dopo una breve assenza, "sì, questa è Bari, questa è casa mia"!
Odori forti, conservati e tramandati per secoli nell’antico borgo di pescatori...
Volete venire con me, a visitare Bari???
Sedetevi comode, ci saranno molte cose da vedere!
L'odierno centro urbano è costituito dalla città nuova che si estende tra la ferrovia e la costa, con strade a reticolo ortogonale, e dalla città vecchia (la cosiddetta "Bari vecchia"), fra i porti nuovo e vecchio.
Subito fuori della stazione ferroviaria, Bari accoglie i suoi visitatori con una bella fontana, che in alcuni periodi dell'anno, si illumina con i colori dell'arcobaleno.


Dopo un breve tratto, attraversiamo un piccolo parco, "i giardini di Piazza Umberto", dove ha sede l'Ateneo, di fronte al quale c'è la fontana monumentale inaugurata nel 1915 a completamento della costruzione dell'Acquedotto Pugliese.


Piazza Umberto I è la più grande piazza della città. Immersa nel verde, è uno dei luoghi d'incontro preferiti dai baresi.


Il parco è un oasi dove godere il fresco all'ombra delle palme, in pieno centro cittadino!


Oltre i giardini, la strada principale, che noi chiamiamo "il salotto di Bari", è la via Sparano, "zona pedonale" chiusa al traffico,


dove si possono trovare i negozi più lussuosi!!
...come il palazzo Mincuzzi, un piccolo capolavoro di architettura Liberty, edificato nel 1923, che un tempo ospitava un negozio di abbigliamento di alta sartoria.


Oggi, purtroppo, ha perso un pò del suo fascino diventando una filiale Benetton, uno dei marchi italiani di moda per teen-agers...
Siamo entrati per curiosare, io e Rosanna, e abbiamo scoperto che gli interni del lussuoso negozio non hanno nulla da invidiare ai più celebrati atelier parigini!
Infatti, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l'edificio.


Tutti gli arredi, gli stucchi, le vetrine, le ringhiere in ferro battuto, sono deliziosamente ispirate all'Art Nouveau, noto anche come "stile floreale" o "stile Liberty", che ha caratterizzato i decenni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Il nome Liberty che si diffuse in Italia deriva dai magazzini londinesi di Arthur Liberty, che esponevano regolarmente oggetti d'arte e tessuti, disegnati in stile Art Nouveau alla fine del XIX secolo.
Molti palazzi del centro città, sono in questo stile.
Molte parole del nostro dialetto, assomigliano al francese... 
Samo stati dominati dai Francesi per diversi anni della nostra storia, subendo il loro fascino ma anche il loro governo...
Orgogliosamente, scherzosamente (ma nemmeno troppo) noi baresi osiamo dire "Se Parigi avesse il mare, sarebbe una piccola Bari"... ah ah!


Le strade del centro di Bari sono una immensa scacchiera, perpendicolari tra loro, quindi è difficile perdersi!
Eppure un tempo non era così...
"Bari inizia il suo cammino verso il progresso nel lontano 1813. Un giorno di primavera venne a farci visita il giovane e sfortunato re, Gioacchino Murat con le sue idee rivoluzionarie e, in una città immobile da secoli, con un tratto di penna e una cerimonia pubblica, decretò la nascita del "nuovo borgo".
All’angolo fra l’odierno corso Vittorio Emanuele e corso Cavour, pose la prima pietra di un modesto fabbricato, vi gettò dentro una gemma, come racconta la leggenda, e disse… "ne faremo una grande e bella città" ... e subito dopo, se ne andò a morire a Pizzo calabro.
Alcuni storici sostengono che fu proprio egli, il giovane figlio di un locandiere francese, a far uscire Bari dal Medio Evo.
A lui è stato intestato il cuore della città, un intero quartiere che all’inizio di due secoli addietro era indicato addirittura con il nome del Re, "borgo Gioacchino", oggi "quartiere Murat".
In realtà, nel 1815 il buon re Ferdinando, tornato a Napoli dall’esilio siciliano, farà proprio il progetto di Murat e come primo atto decreta la ristrutturazione del vecchio convento dei domenicani, odierna Prefettura, già di proprietà del Comune, per fare una sede di rappresentanza del regno.
Furono necessari 15 anni per portare a termine l’opera di restauro e ricostruzione, ma quando il palazzo verrà svelato, nel 1830, i baresi gonfieranno il petto per l’orgoglio: il magnifico edificio della Prefettura, bello e imponente ancora oggi, si ergeva in mezzo al nulla.
Era al centro di una strada sterrata che da una parte finiva in mare, dall’altra nell’appena abbozzato giardino Garibaldi, e di fronte aveva un vasto suolo coltivato a cotone". 
Ecco com'è oggi quella strada sterrata, il grande Corso Vittorio Emanuele II, la strada più ampia di Bari, che attraversa il borgo nuovo, in tutta la sua lunghezza.


In questa via, hanno sede i palazzi del governo della città, ovvero il Municipio di Bari, e la su citata Prefettura.


Di fianco alla Prefettura, questo imponente palazzo rosso, c'è la statua di un altro prestigioso cittadino barese, il compositore Niccolò Piccinni (Bari, 16 gennaio 1728 – Parigi,  7 maggio 1800).
Figura centrale dell'Opera, sia italiana sia francese, della seconda metà del XVIII secolo, egli ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell'opera buffa.


Naturalmente, la popolazione ha voluto omaggiare il concittadino, dedicando a lui il più antico edificio teatrale della città di Bari, il Teatro Comunale, che fu costruito proprio di fronte alla Prefettura.
Ultimato nel 1854 e inaugurato il 30 maggio dello stesso anno con un'opera di Gaetano Donizetti, nel 1855 il teatro fu intitolato al compositore barese Niccolò Piccinni.


In fondo al corso Vittorio Emanuele, c'è un altro bellissimo palazzo al quale abbiamo dovuto rinunciare, perchè eravamo in ritardo e c'era ancora molto da vedere...
Ma io ve lo mostro lo stesso!
Si tratta del Palazzo Fizzarotti, un esempio della architettura veneziana, con le finestre a bifora e la facciata riccamente intricata, come un antico merletto di Burano.
Edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. 
Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. 
La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città di Bari occupata dai Saraceni, compiuta dalla Serenissima, ossia la Repubblica di Venezia, nel 1002. 
Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l'epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici. L'edificio oggi è adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale con sale per esposizioni.
Questo palazzo mi piace in modo particolare.
Fin da bambina ero affascinata dalla lavorazione a mosaico in oro di alcuni punti sulla facciata, che con il sole sfavillano di luce!


Finalmente, ci siamo avventurati nel centro storico!
Bari Vecchia, è chiusa a est dalle mura che lo separano dal lungomare, e ha un impianto urbanistico medievale.
Il primo edificio importante che si incontra, è il castello Normanno Svevo, sorto intorno al 1131 per volontà di Ruggero il Normanno. Nel 1156 Guglielmo I di Sicilia lo distrusse quasi completamente, ma per volontà di Federico II di Svevia, fu in seguito ricostruito.
Al castello si accede dal lato sud, varcando il ponte sul fossato ed entrando nel cortile tra i baluardi cinquecenteschi e il mastio svevo.


Il possente e grandioso castello consta di due parti distinte: la prima comprendente il mastio, il nucleo centrale di origine bizantino-normanna e trasformato da Federico II tra il 1233 e il 1240.
Ha pianta trapezoidale, con due torri delle quattro originarie. 
La seconda parte ingloba le mura a scarpata, e ha torrioni angolari a lancia che si insinuano sul fossato.
Essi furono aggiunti nel XVI secolo, sui tre lati dalla parte terrestre.



Sul lato Nord, quello marittimo, che confina con la strada del Porto, si possono osservare l'antico portale ora murato, e le graziose bifore della costruzione duecentesca.











Dal castello, una stretta stradina ci introduce al centro della città vecchia.
Imponente e superba, ci accoglie la Cattedrale di San Sabino, con la sua preziosa facciata immacolata, il grande rosone, lo svettante campanile, visibile da ogni angolo di Bari!


La cattedrale è una delle più maestose creazioni dell'architettura romanico-pugliese e fu edificata nella prima metà del XI secolo.
L'interno, con pianta a croce latina a tre navate, presenta un pulpito e un ciborio ricomposti con frammenti originari del XI e XIII secolo e ospita le reliquie di san Sabino e santa Colomba, l'icona della Madonna Odegitria e il rotolo dell'Exultet, anteriore al 1050.


Continuando nel nostro percorso e facendo bene attenzione a non perderci nell'intricato labirinto di strade e vicoli,


caratterizzati da frequenti archi, di costruzione bizantina,


dove spesso si incontrano le anziane donne intente nella produzione delle famose "orecchiette"


simbolo dalla alimentazione di Bari, impastate con semplice semola di grano duro e acqua, e sapientemente trasformate in piccoli gusci che trattengono il gusto del saporito ragù di carne....


.....finalmente arriviamo alla Basilica di san Nicola!
Nella piazza antisante la basilica è stata posta una statua raffigurante il santo, donata dal presidente russo Vladimir Putin.


Vi ho parlato a lungo, tempo fa, della festa del nostro Santo Patrono, e dell'importanza che questo edificio ha per noi, quindi non mi  dilungherò oltre.
Ma lasciate che vi dica che ogni volta che entro in questa chiesa, ne subisco il fascino, e pur non essendo religiosa, nutro profondo rispetto per la casa che raccoglie le reliquie di San Nicola, e che richiama pellegrini persino dai paesi dell'est europeo!
Stamane, come sempre, nella cripta della Basilica, si preparava la Messa per gli ortodossi...


Alle spalle della Basilica, appena fuori le mura che circondano la città vecchia, nella fulgida luce mattutina, si insinua prepotentemente nelle nostre narici il profumo del mare!
L'antica muraglia, che un tempo poggiava sulla spiaggia sabbiosa di Bari, oggi è costeggiata dal lungomare più lungo d'Italia, che in questo tratto è arricchito dal prato punteggiato di palme.
Le mura culminano con il Forte di Sant'Antonio abate, eretto per scopi difensivi.
La data di costruzione non è accertata; tuttavia talune fonti citano il Forte a partire dal XIV secolo. Distrutto dai baresi nel 1463, fu ricostruito nel XVI secolo per volere di Isabella d'Aragona.


Le mura dalla città vecchia oggi terminano con la piazza del Ferrarese, luogo dove anticamente si svolgeva il mercato del pesce, confine tra il borgo antico e quello nuovo, il quartiere Murat.
Caratteristica e suggestiva, specie di sera, poiché da essa è possibile scorgere un mirabile panorama marittimo. 
Recentemente sono state messe alla luce, sotto il basolato della piazza, tracce della via Appia-Traiana, costruita dai romani all'inizio del II secolo d.C.


Il centro storico di Bari pullula di piccole e grandi chiese spesso di poco pregio artistico.
Si alternano a grandi spiazzi, come piazza Mercantile.
Anche questa nel cuore del centro storico, Piazza del Mercantile è una tra le più frequentate e attive piazze della città di Bari. 
Molto visitata, la piazza è ritrovo di molti baresi. 
Inoltre, nella piazza aveva anticamente sede il "Sedile", antico luogo di riunione dei nobili baresi.


Di fianco al Palazzo del Sedile, ancora oggi sorge la "colonna della giustizia", chiamata dai Baresi "colonna infame", a cui venivano incatenati ed esposti al pubblico ludibrio i debitori insolventi, i bancarottieri e i falliti: era, insomma, la gogna cittadina.
Costituito da una colonna di marmo bianco, sormontata da una sfera, e da un leone di pietra, di proporzioni naturali, che le sta accovacciato alla base. Esso porta sul petto un collare con incisa la scritta Custos Iusticiae, ossia custode della giustizia.
Pare che i condannati fossero messi a cavallo di quest'animale, col sedere scoperto e le mani incatenate alla colonna.


Uno uno dei più begli edifici in stile liberty, che si incontrano nel "borgo nuovo" vicino alla piazza del Ferrarese, è il Teatro Margherita, costruito tra il 1912 ed il 1914, nell'ansa del vecchio porto su pilastri fondati nel mare.
Fu il primo edificio realizzato a Bari in cemento armato, e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte. 


Essendo interamente circondato dall'acqua il teatro era collegato alla terraferma da un pontile. L'inaugurazione del teatro con il nome di Kursaal Margherita ebbe luogo con uno scelto programma di varietà, contenente i migliori numeri del Cafè-chantant e diverse spettacolari attrazioni. 
Nella seconda metà degli anni venti, con l'aggiunta del solaio di calpestio, costruito dal Circolo della Vela al di sotto del teatro, e con la successiva colmata del lungomare, il Margherita abbandonò l'aspetto di costruzione sospesa sull'acqua e venne così isolato dal mare.
L'interno, oltre alla sala cinematografica, presenta un ampio salone d'ingresso coperto da una cupola decorata con stucchi e dipinti murali, realizzati da una famiglia di decoratori dell'epoca, i Colonna, e datati 1914, lo stesso anno di apertura del teatro.
Il Teatro Margherita è uno dei teatri storici della città di Bari ed è attualmente in fase di restauro e riconversione in museo di arte contemporanea.


Di fronte al Teatro Margherita vi è "nderr la lanze" uno dei luoghi più affascinanti e romantici di Bari. 
Un piccolo porticciolo preso d’assalto da turisti e baresi, soprattutto nei giorni di festa, dove si possono acquistare il pesce, molluschi, e frutti di mare freschissimi, appena scaricati a terra, dalle barche dei pescatori.
È lì, infatti, sul bel lungomare di Bari, che i barcaioli tirano in secca (nderr) la lancia (la lanz), la piccola barca a remi. 
Ed è chiaro che la barca è piena di pescato: ricci di mare, alici, polpi.
Sono gli stessi barcaioli, che hanno pescato tutta la notte, a improvvisarsi pescivendoli e ristoratori. 


Aprono cozze e ricci di mare, uno dietro l’altro a velocità pazzesca, o sbattono ripetutamente sugli scogli i polpi, rendendoli tenerissimi, e li arricciano su bassi cesti di canna intrecciata, in modo che si possano mangiare crudi, come tutto il resto. 
E poi dicono che il pesce da mangiare crudo, lo hanno inventato i giapponesi... ah ah!!


Il lungomare di Bari fu inaugurato nel 1927. 
Lungo circa 15 km era stato ampliato proprio per collegare la Fiera del Levante (inaugurata nel 1930 e situata a nord di Bari) al resto della città nuova.
Si estende nel primo tratto dal molo del porto nuovo fino alla Piazza Eroi del Mare, aperta sul porto vecchio.
La via segue l'andamento delle vecchie mura della città vecchia, della quale si vedono sovrastare pittorescamente i campanili e le cupole; il tutto offre un ammirevole panorama sul mare. 
A metà del percorso, un passaggio aperto nell'antica cinta muraria mette in comunicazione il lungomare con la piazza antistante la Basilica di San Nicola.


Il secondo tratto del Lungomare si estende da Piazza Eroi del Mare fino in fondo, più a sud, all'uscita della citttà di Bari, assumendo diversi nomi in sequenza.
Lungo il percorso, si incontrano molti palazzi costruiti in epoca fascista, come la Pinacoteca, il Palazzo della Provincia, l'Albergo delle Nazioni, il Palazzo del Comando della III Regione Aerea.


A metà di questo tratto del lungomare, si protende la rotonda....
Con i lampioni accesi, il lungomare di Bari è un luogo molto suggestivo nelle serate estive!


Quasi paralleamente al lungomare, c'è Corso Cavour, una strada alberata luogo di shopping, con negozi dai prezzi più accessibili della più lussuosa via Sparano, di cui abbiamo parlato prima...


In questa via, gli edifici più importanti sono la Camera di Commercio, la Banca d'Italia e il Teatro Petruzzelli...


Il 27 ottobre 1991 un incendio distrusse il teatro Petruzzelli di Bari, il 4° teatro italiano, per grandezza, bellezza e importanza.
Fu una ferita per la città e per tutta la cultura italiana e l'inizio di un'odissea giudiziaria: polemiche e veleni si intrecciano sulle ceneri di un tempio della musica, andato in fumo in una notte.


Sentimmo la terribile notizia alla radio il mattino seguente, con orrore...
Piangevo per strada, mentre mi avvicinavo al Teatro, a vedere lo scempio che era stato fatto per dolo, e che aveva distrutto il massimo luogo di cultura di Bari.
Tutta la popolazione si stringeva lì intorno, ci abbracciavamo e piangevamo...
Il teatro Petruzzelli era il vanto di noi baresi, il simbolo della nostra cultura, e dell'amore per l'opera lirica, che gran parte della generazione di mio padre sentiva con orgoglio.
Il mio caro papà mi ha avvicinato a questa arte, l'arte del "bel canto", molti anni fa...
Una cosa di altri tempi, "fuori moda" per me che ero adolescente, ma che piano piano ho cominciato ad apprezzare e seguire con passione.
La distruzione del teatro fu per me, come per gran parte dei miei concittadini, come aver perso un fratello, fu un dolore immenso!
Eccolo, tornato al suo antico splendore, dopo 18 anni di restauri!


Purtroppo il prezioso affresco sotto la cupola è andato irrimediabilmente perso, ma la cosa importante è che il "nostro" teatro è di nuovo in piedi, risorto dalle ceneri, come la fenice...


Lultimo fiore all'occhiello della mia amata Bari, è lo Stadio San Nicola.
Esso è il maggiore impianto sportivo della città di Bari e della regione Puglia, nonché il 4º stadio più grande d'Italia, intitolato al santo patrono della città a seguito di un referendum popolare.
Fu costruito nel 1987 per ospitare i mondiali di calcio del 1990.
Bari venne scelta come una delle 12 sedi che avrebbero ospitato la manifestazione, ma il vecchio Stadio della Vittoria, ormai cinquantenne, non era più adatto a ospitare una manifestazione di tale importanza.
Si optò quindi per la costruzione di un nuovo impianto, il cui progetto venne assegnato al famoso architetto genovese Renzo Piano.
Egli stesso, diede al nuovo stadio il soprannome di Astronave, per la sua inconfondibile forma estetica moderna.
Vederlo acceso di sera è uno spettacolo, e si può riconoscere anche a kilometri di distanza.
Un grande disco volante, atterrato nella notte!
Così tutto torna, anche il titolo di questo post... ah ah!


E giocando sulle parole, io ho potuto avere un "incontro ravvicinato" con Rosanna, che vive a mille kilometri di distanza da Bari, e miracolosamente, inaspettatamente, con reciproca e grandissima gioia, ho potuto riabbracciarla, dopo due anni dal nostro ultimo incontro.
Abbiamo trascorso una splendida mattinata insieme, poi Rosanna ha dovuto prendere il suo treno.
Ma prima di partire, ha comprato focaccia e calzone di cipolla, per fare il pranzo durante il lungo viaggio... Spero che abbia gradito la breve visita alla mia città.
Buone vacanze!!

E voi? Vi ho annoiato con questo post kilometrico?
Qualcuno starà pensando che forse era meglio se mi avessero rapita gli alieni... vero?? ah ah!!
Grazie, a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere fino in fondo!
Se avete voglia di gustare anche voi, i sapori della mia città, potete trovare le "ricette tipiche di Bari" nel mio blog di cucina... oppure, venite a trovarmi a Bari!!

NOTA
Tutte le foto, tranne la prima in cima al post, che è mia, sono state prese in prestito dal web... se qualcuno degli autori fosse contrario alla pubblicazione di esse nel mio blog, mi scriva per favore.
Sarò molto dispiaciuta di doverlo fare, perchè sono tutte molto belle, e rappresentano in modo straordinario la mia città, ma sarò comunque disponibile alla loro rimozione.
Grazie!

CHE TEMPO FA???

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I miei lavori sono opera del mio ingegno e della mia creatività, dichiaro con la presente di non esercitare l’attività del commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale bensì di praticarla in modo sporadico (commercio occasionale) non soggetto quindi alla discipline commerciali contenute nel D. Lgs 114/98 il quale, viceversa, regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa. Con la presente dichiaro quindi, ai fini dell’applicazione dell’art. 4 comma 2 lettera h del Decreto legislativo del 31 Marzo 1998 n. 114 di esporre e di porre in vendita, in maniera occasionale e saltuaria, prodotti che sono il risultato e l’opera della mia creatività ed ingegno, che rientrano quindi nell’art. 4 comma 2 del D. Lgs 114/98 e non essere obbligata, di conseguenza, ad iscrivermi in nessuno dei Registri (obbligatori per gli imprenditori commerciali professionali) presso nessuna Camera del Commercio del Territorio Italiano in relazione agli articoli trattati.

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