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tutti abbiamo un sogno!! il mio è quello di realizzare tutto (o quasi) quello che vedo nella realtà in scala 1:12!!

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lunedì 13 maggio 2013

Intervallo...

Ciao a tutti!! Come va? State tutti bene??
Io sono latitante dalla blogosfera, perchè ho tanti progetti inziati e lasciati a metà.
Ma piano piano li sto finendo, e presto vedrete le ultime novità, sia tra le mie minis che tra i mini libri.
Cercate di avere un pò di pazienza, la mia testa brulica di idee e il tempo è sempre poco, ahimè...
Tra l'altro, ho contratto un virus, comune a molti amici miniaturisti, cioè la cattiva abitudine di fare più cose contemporaneamente.
Un vizio dei "creativi" immagino... ahah!
Così, ho diversi oggetti in sospeso, in attesa di essere completati.
Non posso mostrarvi nulla al riguardo, mi dispiace.
Oggi facciamo solo due chiacchiere tra amici.

Nel post precedente vi accennai al fatto che sarei andata a vedere la sfilata del corteo storico di Bitetto.
Purtroppo abbiamo cambiato programma: troppo Medioevo tutto insieme non giovava all'umore della mia famiglia, così abbiamo preferito trascorrere la giornata del 1° maggio in un luogo distante da casa.
Abbiamo fatto una gita in Basilicata, la regione confinante alla Puglia, dove io vivo, per passeggiare nei boschi.
Chi mi conosce sa bene che non avrei mai rinunciato a questa occasione, io amo passeggiare tra gli alberi!!


A tratti abbiamo anche trovato delle distese innevate, nonostante facesse caldo.
Ma il posto più bello che abbiamo visto è un laghetto montano, a circa 1400 metri di altitudine.
Non ricordo il nome, quasi sconosciuto, ma mi è rimasta nel cuore la pace che questo luogo mi ha trasmesso, giudicate voi....



Cavalli e mucche al pascolo, lasciati liberi di abbeverarsi e fare il bagno in questo piccolo stagno, dove sentivi gracidare le rane!!!
Sembra una di quelle immagini che anni fa trasmettevano nella TV di stato italiana, la RAI, tra un programma televisivo e l'altro, ve lo ricordate "intervallo"??? ahahah!!
Le ragazze italiane della mia età, sicuramente se lo ricordano.
I laghetto era nascosto in un luogo ombroso e silente, interrotto solo dal canto degli uccellini...
Sembra il bosco delle fate!!!



Abbiamo avuto davvero una bella giornata!
Un "intervallo" per l'appunto, nella normalità di tutti i giorni.
è stato come fare un tuffo nella natura, a pochi kilometri da casa, che ci ha rigenerato e dato nuova linfa per affrontare la primavera, che finalmente è arrivata!

Cambiamo argomento...
Qualche tempo fa ho partecipato al giveaway di Ewa.
Questo è il fantastico premio che ho vinto!!


Una bellissima sedia, con un cappello e una sciarpa elegantissimi, adagiati morbidamente.
Una signora deve averli lasciati qui, provvisoriamente.
Adesso, magari, è nell'altra stanza e finisce di vestirsi...?
Oppure è appena rientrata a casa e ora è nella stanza da bagno a rinfrescarsi...?
La fantasia vola in questi casi, e lascia spazio ad ogni possibile interpretazione.
Il bello delle minis è proprio questo, vero??
Con la sedia, ho ricevuto anche la bellissima cappelliera che vedete sotto il tavolino, e anche delle piccole farfalle in legno e un minuscolo elefantino portafortuna.
Grazie Ewa, sono stata davvero molto fortunata, il tuo dono arricchisce di classe la mia camera da letto!!

Questo, invece, è il dono che ho ricevuto dai miei figli per la festa della mamma.
Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime!
L'ortensia è una delle mie piante preferite e Roberto, mio figlio piccolo, se lo è ricordato!
A volte sembra che i bambini non ascoltino le nostre parole, e invece Roberto, che è molto sensibile, ha memorizzato uno dei piccoli indizi che involontariamente devo aver lasciato...


Non ho molto altro da raccontare per oggi, e voglio evitare che questo post, in cui non parlo di nulla di speciale, si allunghi più del dovuto.
Però colgo l'occasione per salutare i nuovi iscritti e do il benvenuto a tutti!
Scusate se non metto i link ai vostri blog, come mio solito, ma sembra che Blogger non mi faccia accedere, ci sarà qualche problema che non riesco a capire, ho difficoltà anche a leggere la bacheca... BOH?
Vedo che siete davvero tanti!! Grazie a tutti!!!
I fiori che ho fotografato nel "bosco delle fate", ormai lo chiamo così, sono tutti per voi!!



Alla prossima!!

sabato 27 aprile 2013

Uccidi la strega!!

Ciao a tutti!! Come state, tutti bene?
In questo post non parlerò di miniature, ma di un viaggio a ritroso nel tempo.
Se siete interessati, munitevi di una tazza di thè, sedetevi comodi e... immaginate di essere nel Medioevo!!

Il 25 aprile sono stata a vedere una manifestazione folcloristica, in un paese poco lontano da dove vivo.
Si tratta della rievocazione di un periodo buio della nostra storia, un periodo in cui le donne spesso venivano additate come streghe, per il semplice fatto di essere più intelligenti di altre, o di non voler frequentare la Chiesa, oppure per essere disobbedienti alle regole.
Povere donne!!! Oggi sarei una strega anche io.. ahah!
Ma cominciamo dal principio....
Bitetto è un piccolo paese in provincia di Bari, noto per la presenza delle spoglie del Beato Giacomo, un frate laico morto in odore di santità.
Egli visse a Bitetto per circa quarant'anni, fino alla morte, che avvenne verso la metà del 1496.
In circa sessant'anni di vita francescana, ha svolto l'umile e preziosa mansione di cuoco, alternandola con la questua porta per porta, e l'ufficio di ortolano, portinaio e sagrestano. 
Fu famoso per la sua ininterrotta preghiera, che spesso sfociava nell'estasi, e per la sua instancabile carità verso i bisognosi. 
Nonostante fosse vecchio, si prodigò eroicamente per gli abitanti di Bitetto, durante la peste del 1482.
Il suo corpo è rimasto nei secoli intatto e riposa nel Santuario del paese, a Lui dedicato.

Sede Vescovile fino al 1818, Bitetto conserva un pregevole monumento, principale attrattiva del paese: la Cattedrale di San Michele Arcangelo, che è uno degli esempi più puri del romanico pugliese.


L'epigrafe nei pressi del portale rivela che fu edificata nel 1335 da Mastro Lillo da Barletta, su commissione del vescovo Bonocore, che volle ricostruire il tempio della città, nel luogo dove sorgeva la cattedrale più antica. Bitetto fu infatti sede diocesana sin dall'XI secolo.
Orientata secondo l'antico uso con il presbiterio ad est, la cattedrale presenta una severa facciata tripartita da paraste e munita di un grande rosone archivoltato. 
Dei tre portali, quello centrale si connota per un ricco apparato scultoreo: due leoni in pietra, accosciati su possenti mensoloni, reggono colonne dai capitelli a motivi vegetali che sostengono una lunetta con i bassorilievi del Cristo e dei dodici Apostoli. 
Gli stipiti esterni presentano, invece, scene del Nuovo Testamento.


Entrando nel borgo antico, siamo stati subito accolti nella piazza della Cattedrale, da tre graziose donzelle, che vendevano fiori...
I loro abiti non lasciano dubbi, siamo nel Medioevo!!!


Improvvisamente, inaspettatamente, uno strano uccello, forse un trampoliere, si è avvicinato a noi incuriosito, e svolazzando tra la folla, si è fermato a carezzare la guancia di un bambino


Siamo stati affascinati da questa visione e pian piano ci siamo inoltrati nel paese....
In un angolo, un prode cavaliere si appresta a combattere in duello! 
Eccolo che indossa l'armatura, e poi la "cotta", una pesante maglia in ferro, l'elmo e i guanti.
Egli ci guarda minaccioso, meglio lasciarlo stare....


Di fianco a lui, l'armaiolo vende scudi variopinti, ogni stemma rappresenta l'emblema del casato.
I nobili del paese hanno uomini a difesa del loro palazzo, soldati, arcieri e cavalieri.
Qualcuno di loro indossa la tunica del Crociato e parte per la Guerra in Terrasanta.
Molti non faranno mai più ritorno a casa...


Nella sua bottega, un arciere finisce di affilare le punte delle frecce.
Ciascun arco è finemente lavorato a mano, costituito da un lungo listello di legno (solitamente tasso) lungo all'incirca quanto l'apertura delle braccia dell'arciere che doveva utilizzarlo. Talvolta aveva dimensioni anche maggiori.
La misura standard è di circa 72 pollici (182,88 cm).
Un arco di questa misura può scagliare frecce fino a circa 250 metri!!!


Solitamente il dorso dell'arco era ricoperto da uno strato di tendine, incollato al legno con colla animale, il che garantiva potenza e velocità.
Spesso le parti terminali dei flettenti, i puntali o "tips", erano rinforzati in corno.
La corda era solitamente costituita da una treccia composta da due o tre fili di lino, canapa, budello, o anche trine di cavallo, e veniva impregnata di colla.
Alcuni arcieri medievali amavano rinforzare le proprie corde (ne avevano sempre una di scorta durante le battaglie) con capelli femminili, poiché ciò le rendeva più resistenti e faceva in modo che esse non si potessero spezzare.
In qualche caso però succedeva lo stesso, proprio nel mezzo di una battaglia.

Proprio mentre discutevamo di questo, sentiamo urla provenire dalla piazza principale.
La popolazione tutta, al grido di "Strega! Sei una strega, devi morire!!!.. Uccidete la strega!" inveiva contro una ragazza, legata e messa seduta su un sedile di pietra posto sul muro, esposta alle beffe e alla derisione pubblica, bersaglio di verdura e uova marce, che la gente impietosamente le lanciava contro....
Le testimonianze di una donna gelosa di lei, e di un gruppo di malati di peste, hanno confermato che la ragazza è una strega, dedita alla pratica di malefici.
"Ammalia gli uomini del paese!"... "Ha portato la peste nella nostra comunità!"... sono le accuse che le rivolgono.


Il processo alla strega si svolge sul sagrato della Cattedrale, incalzato dalla folla urlante e sadica...
Il Notaio deve accogliere la richiesta di condanna a morte.
A nulla valgono le lacrime della ragazza, che si professa innocente!
Dopo averla crudelmente torturata, incatenata e minacciata di morte, la sventurata decide di confessare, "che cosa" non sa nemmeno lei stessa, ma lo fa solo perchè spera che così sarà presto liberata.
Invece, a seguito della sua "confessione spontanea" la Strega viene condannata al rogo!!
Lì, nella pubblica piazza, davanti a tutti, sotto gli occhi di bambini e frati, crudelmente, ingiustamente.....
La strega è morta, gli appestati sorridono soddisfatti.


Proseguendo nel percorso, che si snoda attraverso le case di pietra del centro storico, 


antiche costruzioni risalenti all'anno mille, impreziosite da scale e logge a bifora,


abbiamo incontrato botteghe di artigiani della terracotta, dai quali abbiamo imparato che le ceramiche venivano decorate con pigmenti naturali, che cambiano colore in fase di cottura.
La polvere rosa diventa blu, mentre quella nera assume gradazioni di verde!
Vedete quei piccoli vasi al centro del tavolo? Sono fatti a mano, al tornio, e sono perfettamente in scala 1:12!!
Naturalmente ne ho comprato un paio, ma ve li farò vedere la prossima volta...


Non poteva mancare il maestro costruttore, che ha fatto il modello in miniatura di un vecchio castello...


... e le sarte, che creavano borse e  portamonete, da piccoli pezzi di cuoio cuciti insieme.


Il fabbro ha battuto il ferro davanti ai nostri occhi, forgiando utensili per i chirurghi, che ricucivano le ferite di guerra senza anestesia...


Molte le bancarelle di mercanti di frutta e verdura, fave e piselli, alimenti presenti sulle tavole dell'epoca antecedente la scoperta dell'America.

Una curiosità: la patata e il pomodoro arrivarono in Europa grazie agli esploratori che, di ritorno dal Nuovo Mondo, portarono con sé questi alimenti sconosciuti agli abitanti del Vecchio Continente.
Infatti, Originari del Cile e del Perù, la patata e il pomodoro giunsero in Europa solo verso il 1500.
Per questo motivo, sono assenti nelle bancarelle di questo Mercato Medioevale.


Il pane, cotto nei forni a legna, è condito rigorosamente con olio di oliva, frutto della terra che circonda il paese e caratterizza le campagne di tutta la mia terra, la Puglia.


Più avanti, abbiamo trovato persino il "postribolo", una casa di infimo livello, adibito a luogo di prostituzione.
Così denominato dal latino "prostìbulum", composto da "pro" (avanti) e "stibulum" (sostare), in riferimento alle meretrici che usavano aspettare la clientela di fronte alle loro case.
Franco non ha resistito alla tentazione e è entrato a... curiosare!!


Le meretrici lo hanno bendato, hanno sussurrato piacevoli frasi alle sue orecchie, baciato, ammaliato.
Ma quando è stata tolta la benda dagli occhi, una amara sorpresa per il mio povero, illuso marito.
Egli ha trovato di fronte a sè un monaco che, con un Crocifisso in mano, gli intimava "Pentiti, peccatore!" ... era chiaramente uno scherzo! ah ah ah!


Giriamo un angolo e ci troviamo faccia a faccia con un possente cinghiale!!!
Naturalmente era solo un trofeo impagliato, ma che spavento però!
Alla fine della serata, stanchi del lungo cammino, ci siamo rifocillati presso il banchetto di un macellaio, 


che arrostiva sulla brace lunghi spiedi, nei quali erano infilzati salsicce di cinghiale e pezzi di interiora, avvolti da budelli di agnello, pasto consueto nel Medioevo.
Ottimo!! Vi consiglio di provare!!!
Abbiamo imparato che l'alimentazione era prevalentemente composta da carne, cereali, verdura, frutta e legumi... povera, ma sana!!



La serata si è conclusa con lo spettacolo di saltimbanchi, menestrelli, giocolieri e sputafuoco, 


uomini in calzamaglia, buffi nei loro costumi, che con lazzi e stornelli, ci hanno salutato e invitato al prossimo evento storico.


La nostra passeggiata nel "tempo antico" si è fermata qui, per ora.
Una esperienza molto bella, alla quale si poteva partecipare indossando costumi medioevali presi a noleggio, per assistere quindi non semplicemente come spettatori, ma come co-protagonisti, quindi parte integrante dello spettacolo stesso!
Peccato averlo scoperto troppo tardi! Mi sarebbe piaciuto indossare uno di quei costumi!
Questa rievocazione storica, chiamata per l'occasione "Mercato Medioevale", ha dato inizio a un lungo periodo di festa, nel paese di Bitetto, a partire dal 25 aprile.
In questo stesso momento, mentre scrivo, stanno suonando tamburi e sparano fuochi d'artificio.
Io abito in un paese molto vicino, e da casa mia si può sentire!!
Uno dei pochi vantaggi di vivere in provincia... ah ah!
La conclusione della festa sarà il giorno 1° maggio, in cui ci sarà la sfilata del corteo storico, alla quale spero di poter assistere.
Questa è la locandina dello spettacolo:


Se avrò la fortuna di tornare lì, vi mostrerò le foto.
Come quelle che avete appena visto qui, potrebbero essere di ispirazione ai miniaturisti che riproducono ambienti in stile Tudor.
Dopo tutto, il periodo è quello.
Or dunque, vi siete incuriositi? 
Se passate da queste parti, non mancate di andare a vedere il corteo storico!!!
Alla prossima, miei gentili "dame e cavalieri".... Auguro a tutti voi la buona sorte, e una felice domenica!!


martedì 6 dicembre 2011

SAN NICOLA, LEGGENDE E TRADIZIONI... A BARI

Non sentite la solita musica di sottofondo al blog, oggi, perchè oggi è un giorno di grande festa a Bari, la mia città... e le grandi feste, sono sinonimo di fuochi di artificio!!

E’ un’alba speciale quella odierna, per la città di Bari, stretta attorno al suo borgo antico, per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono. 
San Nicola, il Santo più amato al mondo, è celebrato con lo stesso tradizionale rituale, da sempre.


Sono da poco passate le 4 di mattina, quando la città viene svegliata dal rumore, e dalla luce delle "diane". 
Le "diane" sono fuochi pirotecnici, sparati singolarmente, ad intervalli regolari di pochi secondi, come se fossero colpi di cannone, e servono appunto a svegliare la popolazione nei giorni di festa.
Vengono denominate "Diane" perchè Diana (dal latino "dies = giorno") è l'altro nome dato al pianeta Venere, detta anche "la stella del mattino", la più luminosa nel cielo, prima del sorgere del sole.
E’ il buongiorno che ogni barese attende con devozione, per iniziare ad incamminarsi verso la Basilica per la prima Messa. 


La tradizionale festa in onore del Santo Patrono di Bari ha seguito il consueto rituale. 
Grandi e piccoli fedeli hanno sfidato il freddo della notte, per assistere alla caratteristica Messa all’alba, affollando le navate della Basilica intitolata al Santo di Myra. 
Alle 4 e 45 la Basilica è gremita. 
In silenzio i devoti, arrivati anche da lontano, sfilano davanti alla statua del Santo, si inginocchiano a pregare ed accendono un lumicino.


Mai come quest’anno di crisi, gli occhi dei fedeli sono immersi nella preghiera: tutti cercano un supporto nella fede. 
Papa Giovanni Paolo II disse che S.Nicola è il simbolo dell'Ecumenismo, del Credo del mondo occidentale e del mondo bizantino insieme, senza alcuna differenza. 
Ed infatti stamattina c'erano vicini baresi e russi, stretti gli uni agli altri, ciascuno con i propri pensieri, la propria fede, le proprie preghiere, e buoni propositi. 
Al termine della messa, le ragazze in cerca di marito sono scese nella cripta, per toccare la tradizionale colonna, nella speranza di coronare il loro sogno d’amore. 


Proviamo a tornare indietro nel tempo di circa un millennio, e ad immaginare la nostra città, Bari, nella serata del 30 Settembre 1089.
La cripta di quella che poi sarà la Basilica di San Nicola, è pronta al rito della deposizione delle ossa del santo, manca solo una colonna.
Possiamo immaginare l’ansia della gente che attende il grande evento e, in modo particolare, di quei marinai che hanno rischiato la vita, per portare a Bari le ossa del Vescovo di Myra. 


Verso la mezzanotte, un grande scampanio si diffonde per la città, tutti accorrono alla basilica e, scese le scale che portano in cripta, vedono due angeli e un santo vescovo che collocano, lì dove manca, la bella colonna in marmo rossiccio. 
La leggenda secondo cui fu San Nicola a collocare la colonna è antichissima, come lo è la convinzione che coloro che si avvicinano con fede, vengono da essa guariti. 
Altra leggenda popolare, probabilmente legata al miracolo fatto da San Nicola alle tre fanciulle, vuole che le donne “zitelle” trovino l’uomo della loro vita, girandovi attorno. 
Il giro della colonna è vietato dal 2007, per questioni di sicurezza. Una gabbia e 2 staffe, la fissano alla Basilica, ma gli irriducibili possono sempre toccarla. 
Chi invece ha avuto la fortuna di girare attorno alla colonna, la racconta come una benedizione, perchè ha trovato marito appena uscita dalla Basilica.
.... ehm, confesso che ho girato anche io, intorno alla colonna miracolosa, circa 21 anni fa!!
Leggende a parte, la colonna è certamente molto antica, forse addirittura anteriore al 1089, e va ammirata ed osservata con attenzione, oltre che devozione. 
La decisione di mettere l’inferriata venne presa proprio perché molti sfregiavano la colonna, per prenderne dei frammenti miracolosi.


Sono le sei, quando i fedeli si riuniscono nella piazza antistante la Basilica, per scandire l’avvio della consueta "marcia nicolaiana". Fiaccole in mano e tanta voglia di sfidare freddo e oscurità, per mantenere viva una delle tradizioni più suggestive del 6 dicembre. 


Dopo l’incontro con le autorità religiose e civili, il gruppo si disperde per le strade del borgo antico, gremite di gente come fosse pieno giorno. 
Sin dalla notte, i locali accolgono i pellegrini, i fedeli, e chi è in cerca di un po’ di caldo, per affrontare la mattina rigida della messa inaugurale della giornata.
Vengono distribuiti gratis, fiumi di cioccolata calda, e tonnellate di savoiardi, per la gioia di grandi e piccini.
Ma le code più lunghe, si registrano intorno ai banchetti delle "sgagliozze", frittelle di farina di mais, mangiate rigorosamente fumanti. 


La festa di San Nicola proseguirà per tutta la giornata, con numerose manifestazioni e riti religiosi, come la Processione con la statua del Santo, per le vie della Città Vecchia; esibizioni della banda musicale, che accompagna la processione del Santo; spettacoli pirotecnici serali; esibizioni per le vie della Città degli "artisti di strada".




Se mai un giorno avrete voglia di passare da Bari, venite a visitare la Basilica di San Nicola!!

....e adesso, tornate su, e godevi lo spettacolo dei fuochi pirotecnici, sul lungomare di Bari...

giovedì 22 settembre 2011

L'ESTATE STA FINENDO...

Questa estate torrida e soleggiata, che ha reso aride le campagne (... e isterica me, che non sopporto il caldo), finalmente sta volgendo al termine!
Ha piovuto un paio di giorni soltanto, in tre mesi!!
Io capisco che molti di voi mi biasimeranno, ma io non vedevo l'ora che le temperature calassero un poco, e arrivasse un anticiclone Atlantico, a  portarsi via questa afa, che ci ha fatto tribolare tanto!!
Vi mostro le ultime immagini della mia estate, scattate un fine settimana a Ostuni, e a Otranto.

Ostuni è una cittadina popolata da molti turisti internazionali, durante l'estate.
Il centro storico si inerpica su, per la collina.
Le strade sono ripide e si consiglia di percorrerle a piedi, per godere dei magnifici paesaggi, e con scarpe comode...
Ma per chi volesse, è disponibile un caratteristico sevizio Taxi...


La prima cosa che colpisce, di Ostuni, è la varietà di fiori che adornano, e profumano, il centro storico.
Questa è una pianta di "Bella di notte".
Nello stesso grande vaso, convivono armoniosamente la varietà di colore fuxia, e quella gialla...


Addentrandoci tra le strette vie, è facile imbattersi in un negozio di enogastronomia, dove poter acquistare i prodotti tipici della zona, in particolare l'olio extra vergine di oliva, ma anche del piccantissimo peperoncino!!


Ostuni è molto movimentata, vivace, e ogni sera si può assistere a spettacoli gratuiti, svolti nelle strade e nelle piazze cittadine.
Musica, di ogni genere, dal jazz alla "Pizzica", il caratteristico ballo folcloristico di questa parte del Salento... ma anche molti spettacoli di "artisti di strada".
Sono ragazzi straordinari, che regalano la loro arte ai passanti.
Mimi, cantanti, attori, e anche giocolieri e prestigiatori!!
Un appuntamento fisso è quello della coppia di "statue umane".
Sono ferme, immobili, fino al punto che cominci a pensare che siano statue vere!!
... poi metti una moneta nel piattino, e loro si muovono, ti sorridono, ti salutano....
I bambini rimangono affascinati, ma anche noi adulti!!


Sulla costa della Puglia, dopo Ostuni, andando verso sud, incontriamo "Torre dell'orso":  una rinomata località balneare del Salento, "bandiera blu" CEE, per la pulizia delle spiagge e la limpidezza dell'acqua, clima mite e piacevolmente ventilato, ampia spiaggia di finissima sabbia color argento, con folta pineta attrezzata, limitata da scogli, con mare dai colori intensi e limpidi.
E' una delle attrazioni naturali tra le più belle d'Italia!!
La spiaggia si estende ad arco di mezza luna, per circa 900 mt. incastonata tra due scogliere.


La scogliera è ricca di grotte, all'interno delle quali vi sono dei graffiti antichissimi in latino e greco, che rivelano testimonianze di fede dei naviganti.



La Torre costiera che vedete nella foto, sulla sinistra, risale alla metà del cinquecento, e ha sempre riportato un ruolo di avvistamento e di difesa, in collegamento visivo con le altre fortificazioni presenti nell'entroterra e sulla costa.

Ancora più a sud, nella provincia di Lecce, abbiamo visitato la città di Otranto.
Questo, è il punto geografico più a est della penisola italiana!!
La città si sviluppa attorno all'imponente castello, e alla cattedrale normanna.
Sede arcivescovile, e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania.
Proprio la vicinanza con le coste medio orientali, ha reso celebre questa cittadina per un evento triste: il "sacco di Otranto".
Il 28 luglio 1480, un'armata turca proveniente da Valona, (Albania), forte di una flotta di circa 150 imbarcazioni e 18.000 soldati, si presentò sotto le mura di Otranto.
La città resistette strenuamente agli attacchi, ma la sua popolazione di soli 6.000 abitanti non poté opporsi a lungo ai bombardamenti. Infatti, il 29 luglio la guarnigione, e tutti gli abitanti, abbandonarono il borgo nelle mani dei Turchi, ritirandosi nella cittadella, mentre questi ultimi cominciavano le loro razzie anche nei casali vicini.
Quando Gedik Ahmed Pasha chiese la resa ai difensori, questi si rifiutarono ed in risposta, le artiglierie turche ripresero il bombardamento.
L’11 agosto, dopo 15 giorni d’assedio, Gedik Ahmed Pasha ordinò l’attacco finale, durante il quale riuscì a sfondare le difese, e ad espugnare anche il castello.


Nel massacro che ne seguì, tutti i maschi di oltre quindici anni furono uccisi, mentre le donne e i bambini furono ridotti in schiavitù.
I superstiti e il clero si erano rifugiati nella cattedrale, a pregare con l’arcivescovo Stefano Agricoli. 
Gedik Ahmed Pasha ordinò loro di rinnegare la fede cristiana, ma ricevendone un netto rifiuto, irruppe con i suoi uomini nella cattedrale e li catturò.
Furono quindi tutti uccisi, mentre la chiesa, in segno di spregio, fu ridotta a stalla per i cavalli.


Particolarmente barbara fu l’uccisione dell'anziano arcivescovo Stefano Agricoli, il quale incitò i superstiti a rivolgersi a Dio in punto di morte. Fu infatti sciabolato e fatto a pezzi con le scimitarre, mentre il suo capo mozzato fu infilzato su una picca e portato per le vie della città.
Il comandante della guarnigione Francesco Largo, venne invece segato vivo!!
Il 14 agosto, Gedik Ahmed Pasha fece legare i superstiti, e li fece trascinare sul vicino colle della Minerva, dove ne fece decapitare almeno 800, costringendo i parenti ad assistere alle esecuzioni. 
Il 14 dicembre 1771, papa Clemente XIV dichiarò Beati, gli 800 trucidati sul colle della Minerva, autorizzandone il culto.
Da allora, essi sono protettori di Otranto.
I loro resti, rimangono oggi nella Cattedrale romanica, venerati come reliquie.


Girando intorno al castello di Otranto, abbiamo visto alcune sedie, stranamente legate tra loro, salire fin sul torrione....


Ci siamo incuriositi, e abbiamo raggiunto l'imponente ingresso del castello, scoprendo con nostra grande fortuna, che quel giorno, si teneva la mostra delle opere di Salvador Dalì.


Naturalmente siamo entrati!!
.... non capita tutti i giorni, di vedere da vicino le opere di questo straordinario artista... un pò folle ... ah ah!!
La sua famosa "Bocca"...


Il Perseo....


Insieme alle opere di Dalì, che non ho potuto fotografare tutte, erano esposte anche opere di artisti minori, che al grande maestro si rifanno, nel loro stile...
Sedie...


WC da parete....

Anche Otranto offre articoli di artigianato locale.
Ho trovato molto belle le ceramiche, così colorate e allegre!!


Davanti l'ingresso del centro storico di Otranto, abbiamo trovato uno strano albero...


Abbiamo poi scoperto essere un Pitosforo.... Un arbusto di circa 100 anni!!!
Il mio, cresce a stento nel mio giardino, invece questo è diventato un albero!! ah ah!!

Il Salento, terra di piante longeve!!...
Un altro albero straordinariamente antico, è questo ulivo ultracentenario,  che abbiamo incontrato sulla strada di ritorno verso Ostuni...


Uno spettacolo della natura!!! Al suo interno, avemmo potuto tranquillamente sistemare un letto matrimoniale!
Così, le nostre vacanze sono definitivamente terminate...


Appuntamento all'estate 2012!!!

CHE TEMPO FA???

DISCLAIMER

I miei lavori sono opera del mio ingegno e della mia creatività, dichiaro con la presente di non esercitare l’attività del commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale bensì di praticarla in modo sporadico (commercio occasionale) non soggetto quindi alla discipline commerciali contenute nel D. Lgs 114/98 il quale, viceversa, regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa. Con la presente dichiaro quindi, ai fini dell’applicazione dell’art. 4 comma 2 lettera h del Decreto legislativo del 31 Marzo 1998 n. 114 di esporre e di porre in vendita, in maniera occasionale e saltuaria, prodotti che sono il risultato e l’opera della mia creatività ed ingegno, che rientrano quindi nell’art. 4 comma 2 del D. Lgs 114/98 e non essere obbligata, di conseguenza, ad iscrivermi in nessuno dei Registri (obbligatori per gli imprenditori commerciali professionali) presso nessuna Camera del Commercio del Territorio Italiano in relazione agli articoli trattati.

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