ciao!!

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benvenuto nel mondo dei sogni..

tutti abbiamo un sogno!! il mio è quello di realizzare tutto (o quasi) quello che vedo nella realtà in scala 1:12!!

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sabato 27 aprile 2013

Uccidi la strega!!

Ciao a tutti!! Come state, tutti bene?
In questo post non parlerò di miniature, ma di un viaggio a ritroso nel tempo.
Se siete interessati, munitevi di una tazza di thè, sedetevi comodi e... immaginate di essere nel Medioevo!!

Il 25 aprile sono stata a vedere una manifestazione folcloristica, in un paese poco lontano da dove vivo.
Si tratta della rievocazione di un periodo buio della nostra storia, un periodo in cui le donne spesso venivano additate come streghe, per il semplice fatto di essere più intelligenti di altre, o di non voler frequentare la Chiesa, oppure per essere disobbedienti alle regole.
Povere donne!!! Oggi sarei una strega anche io.. ahah!
Ma cominciamo dal principio....
Bitetto è un piccolo paese in provincia di Bari, noto per la presenza delle spoglie del Beato Giacomo, un frate laico morto in odore di santità.
Egli visse a Bitetto per circa quarant'anni, fino alla morte, che avvenne verso la metà del 1496.
In circa sessant'anni di vita francescana, ha svolto l'umile e preziosa mansione di cuoco, alternandola con la questua porta per porta, e l'ufficio di ortolano, portinaio e sagrestano. 
Fu famoso per la sua ininterrotta preghiera, che spesso sfociava nell'estasi, e per la sua instancabile carità verso i bisognosi. 
Nonostante fosse vecchio, si prodigò eroicamente per gli abitanti di Bitetto, durante la peste del 1482.
Il suo corpo è rimasto nei secoli intatto e riposa nel Santuario del paese, a Lui dedicato.

Sede Vescovile fino al 1818, Bitetto conserva un pregevole monumento, principale attrattiva del paese: la Cattedrale di San Michele Arcangelo, che è uno degli esempi più puri del romanico pugliese.


L'epigrafe nei pressi del portale rivela che fu edificata nel 1335 da Mastro Lillo da Barletta, su commissione del vescovo Bonocore, che volle ricostruire il tempio della città, nel luogo dove sorgeva la cattedrale più antica. Bitetto fu infatti sede diocesana sin dall'XI secolo.
Orientata secondo l'antico uso con il presbiterio ad est, la cattedrale presenta una severa facciata tripartita da paraste e munita di un grande rosone archivoltato. 
Dei tre portali, quello centrale si connota per un ricco apparato scultoreo: due leoni in pietra, accosciati su possenti mensoloni, reggono colonne dai capitelli a motivi vegetali che sostengono una lunetta con i bassorilievi del Cristo e dei dodici Apostoli. 
Gli stipiti esterni presentano, invece, scene del Nuovo Testamento.


Entrando nel borgo antico, siamo stati subito accolti nella piazza della Cattedrale, da tre graziose donzelle, che vendevano fiori...
I loro abiti non lasciano dubbi, siamo nel Medioevo!!!


Improvvisamente, inaspettatamente, uno strano uccello, forse un trampoliere, si è avvicinato a noi incuriosito, e svolazzando tra la folla, si è fermato a carezzare la guancia di un bambino


Siamo stati affascinati da questa visione e pian piano ci siamo inoltrati nel paese....
In un angolo, un prode cavaliere si appresta a combattere in duello! 
Eccolo che indossa l'armatura, e poi la "cotta", una pesante maglia in ferro, l'elmo e i guanti.
Egli ci guarda minaccioso, meglio lasciarlo stare....


Di fianco a lui, l'armaiolo vende scudi variopinti, ogni stemma rappresenta l'emblema del casato.
I nobili del paese hanno uomini a difesa del loro palazzo, soldati, arcieri e cavalieri.
Qualcuno di loro indossa la tunica del Crociato e parte per la Guerra in Terrasanta.
Molti non faranno mai più ritorno a casa...


Nella sua bottega, un arciere finisce di affilare le punte delle frecce.
Ciascun arco è finemente lavorato a mano, costituito da un lungo listello di legno (solitamente tasso) lungo all'incirca quanto l'apertura delle braccia dell'arciere che doveva utilizzarlo. Talvolta aveva dimensioni anche maggiori.
La misura standard è di circa 72 pollici (182,88 cm).
Un arco di questa misura può scagliare frecce fino a circa 250 metri!!!


Solitamente il dorso dell'arco era ricoperto da uno strato di tendine, incollato al legno con colla animale, il che garantiva potenza e velocità.
Spesso le parti terminali dei flettenti, i puntali o "tips", erano rinforzati in corno.
La corda era solitamente costituita da una treccia composta da due o tre fili di lino, canapa, budello, o anche trine di cavallo, e veniva impregnata di colla.
Alcuni arcieri medievali amavano rinforzare le proprie corde (ne avevano sempre una di scorta durante le battaglie) con capelli femminili, poiché ciò le rendeva più resistenti e faceva in modo che esse non si potessero spezzare.
In qualche caso però succedeva lo stesso, proprio nel mezzo di una battaglia.

Proprio mentre discutevamo di questo, sentiamo urla provenire dalla piazza principale.
La popolazione tutta, al grido di "Strega! Sei una strega, devi morire!!!.. Uccidete la strega!" inveiva contro una ragazza, legata e messa seduta su un sedile di pietra posto sul muro, esposta alle beffe e alla derisione pubblica, bersaglio di verdura e uova marce, che la gente impietosamente le lanciava contro....
Le testimonianze di una donna gelosa di lei, e di un gruppo di malati di peste, hanno confermato che la ragazza è una strega, dedita alla pratica di malefici.
"Ammalia gli uomini del paese!"... "Ha portato la peste nella nostra comunità!"... sono le accuse che le rivolgono.


Il processo alla strega si svolge sul sagrato della Cattedrale, incalzato dalla folla urlante e sadica...
Il Notaio deve accogliere la richiesta di condanna a morte.
A nulla valgono le lacrime della ragazza, che si professa innocente!
Dopo averla crudelmente torturata, incatenata e minacciata di morte, la sventurata decide di confessare, "che cosa" non sa nemmeno lei stessa, ma lo fa solo perchè spera che così sarà presto liberata.
Invece, a seguito della sua "confessione spontanea" la Strega viene condannata al rogo!!
Lì, nella pubblica piazza, davanti a tutti, sotto gli occhi di bambini e frati, crudelmente, ingiustamente.....
La strega è morta, gli appestati sorridono soddisfatti.


Proseguendo nel percorso, che si snoda attraverso le case di pietra del centro storico, 


antiche costruzioni risalenti all'anno mille, impreziosite da scale e logge a bifora,


abbiamo incontrato botteghe di artigiani della terracotta, dai quali abbiamo imparato che le ceramiche venivano decorate con pigmenti naturali, che cambiano colore in fase di cottura.
La polvere rosa diventa blu, mentre quella nera assume gradazioni di verde!
Vedete quei piccoli vasi al centro del tavolo? Sono fatti a mano, al tornio, e sono perfettamente in scala 1:12!!
Naturalmente ne ho comprato un paio, ma ve li farò vedere la prossima volta...


Non poteva mancare il maestro costruttore, che ha fatto il modello in miniatura di un vecchio castello...


... e le sarte, che creavano borse e  portamonete, da piccoli pezzi di cuoio cuciti insieme.


Il fabbro ha battuto il ferro davanti ai nostri occhi, forgiando utensili per i chirurghi, che ricucivano le ferite di guerra senza anestesia...


Molte le bancarelle di mercanti di frutta e verdura, fave e piselli, alimenti presenti sulle tavole dell'epoca antecedente la scoperta dell'America.

Una curiosità: la patata e il pomodoro arrivarono in Europa grazie agli esploratori che, di ritorno dal Nuovo Mondo, portarono con sé questi alimenti sconosciuti agli abitanti del Vecchio Continente.
Infatti, Originari del Cile e del Perù, la patata e il pomodoro giunsero in Europa solo verso il 1500.
Per questo motivo, sono assenti nelle bancarelle di questo Mercato Medioevale.


Il pane, cotto nei forni a legna, è condito rigorosamente con olio di oliva, frutto della terra che circonda il paese e caratterizza le campagne di tutta la mia terra, la Puglia.


Più avanti, abbiamo trovato persino il "postribolo", una casa di infimo livello, adibito a luogo di prostituzione.
Così denominato dal latino "prostìbulum", composto da "pro" (avanti) e "stibulum" (sostare), in riferimento alle meretrici che usavano aspettare la clientela di fronte alle loro case.
Franco non ha resistito alla tentazione e è entrato a... curiosare!!


Le meretrici lo hanno bendato, hanno sussurrato piacevoli frasi alle sue orecchie, baciato, ammaliato.
Ma quando è stata tolta la benda dagli occhi, una amara sorpresa per il mio povero, illuso marito.
Egli ha trovato di fronte a sè un monaco che, con un Crocifisso in mano, gli intimava "Pentiti, peccatore!" ... era chiaramente uno scherzo! ah ah ah!


Giriamo un angolo e ci troviamo faccia a faccia con un possente cinghiale!!!
Naturalmente era solo un trofeo impagliato, ma che spavento però!
Alla fine della serata, stanchi del lungo cammino, ci siamo rifocillati presso il banchetto di un macellaio, 


che arrostiva sulla brace lunghi spiedi, nei quali erano infilzati salsicce di cinghiale e pezzi di interiora, avvolti da budelli di agnello, pasto consueto nel Medioevo.
Ottimo!! Vi consiglio di provare!!!
Abbiamo imparato che l'alimentazione era prevalentemente composta da carne, cereali, verdura, frutta e legumi... povera, ma sana!!



La serata si è conclusa con lo spettacolo di saltimbanchi, menestrelli, giocolieri e sputafuoco, 


uomini in calzamaglia, buffi nei loro costumi, che con lazzi e stornelli, ci hanno salutato e invitato al prossimo evento storico.


La nostra passeggiata nel "tempo antico" si è fermata qui, per ora.
Una esperienza molto bella, alla quale si poteva partecipare indossando costumi medioevali presi a noleggio, per assistere quindi non semplicemente come spettatori, ma come co-protagonisti, quindi parte integrante dello spettacolo stesso!
Peccato averlo scoperto troppo tardi! Mi sarebbe piaciuto indossare uno di quei costumi!
Questa rievocazione storica, chiamata per l'occasione "Mercato Medioevale", ha dato inizio a un lungo periodo di festa, nel paese di Bitetto, a partire dal 25 aprile.
In questo stesso momento, mentre scrivo, stanno suonando tamburi e sparano fuochi d'artificio.
Io abito in un paese molto vicino, e da casa mia si può sentire!!
Uno dei pochi vantaggi di vivere in provincia... ah ah!
La conclusione della festa sarà il giorno 1° maggio, in cui ci sarà la sfilata del corteo storico, alla quale spero di poter assistere.
Questa è la locandina dello spettacolo:


Se avrò la fortuna di tornare lì, vi mostrerò le foto.
Come quelle che avete appena visto qui, potrebbero essere di ispirazione ai miniaturisti che riproducono ambienti in stile Tudor.
Dopo tutto, il periodo è quello.
Or dunque, vi siete incuriositi? 
Se passate da queste parti, non mancate di andare a vedere il corteo storico!!!
Alla prossima, miei gentili "dame e cavalieri".... Auguro a tutti voi la buona sorte, e una felice domenica!!


lunedì 8 aprile 2013

L'arca di Noè

Nel racconto biblico, l'arca di Noè è una grande imbarcazione, costruita su indicazione divina da Noè per sfuggire al Diluvio universale, onde farvi scampare la specie umana e gli altri esseri viventi.
Un analogo racconto, nell'ambito dell'epopea di Gilgamesh, affonda le sue radici nella mitologia mesopotamica.
La Bibbia riporta che l'arca misurava 300 cubiti di lunghezza. 
Nell'antichità sono stati usati cubiti di misure diverse, ma tuttavia molto simili.
La maggior parte degli studi letteralisti concordano nell'attribuire all'imbarcazione una lunghezza approssimativa di 137 metri, lunghezza in ogni caso superiore a quella di qualsiasi natante in legno che sia mai stato storicamente costruito, fino alla fine del 1800.
Il protagonista del racconto biblico, che occupa il settimo e l'ottavo capitolo della Genesi, è Noè.
Incaricato da Dio di costruire un'arca per raccogliere tutti gli animali terrestri, all'inizio della catastrofe si rifugia all'interno dell'imbarcazione con la moglie, i figli e le loro mogli.
Per quaranta giorni e quaranta notti, la tempesta ricopre la superficie terrestre, fin sopra a tutte le montagne più alte.
Dopo quaranta giorni Dio fa cessare vento e pioggia, e le acque cominciano a ritirarsi dopo centocinquanta giorni. 
L'arca, sempre secondo il racconto biblico, si arena sul monte Ararat: Noè decide quindi di lasciare andare un corvo per capire se le acque si sono abbassate completamente. 
L'uccello però non fa più ritorno, così decide di impiegare una colomba.
La prima volta torna indietro perché non trova una superficie dove posarsi.
Al secondo tentativo fa ritorno, portando un ramo d'ulivo in bocca, a significare che la terra è nuovamente visibile.
La terza volta la colomba non torna, e Dio ordina a Noè di scendere dall'arca, mentre nel cielo appare uno sfolgorante arcobaleno, segno della nuova alleanza tra Dio e gli uomini.
(testi tratti da Wikipedia)

Ma perchè vi sto parlando dell'Arca di Noè???
Il 30 giugno 2012, quasi un anno fa, Kaisa ha organizzato un give away, nel quale si poteva vincere una Arca di Noè in miniatura... e con mia grande sorpresa, ho vinto io, nonostante i numerosi partecipanti. 
Fortunata me!!!
Purtroppo ho dimenticato di fotografare il prezioso premio, che oggi ho ritrovato casualmente in un cassetto, mentre mettevo in ordine la mia stanza di lavoro...
Ecco la bellissima Arca!!!


Con mia grande stupore, ho scoperto che la piccola Arca si apre e contiene all'interno coppie di animali, proprio come nel racconto biblico!
L'espressione di sorpresa sul mio viso, era tale e quale a quella che vedete stampata su questo grazioso bambino.


Non fate caso ai capelli disordinati del ragazzino, conto di portarlo presto dal parrucchiere a dare una sforbiciata... ahahah!!
Grazie Kaisa, mi piace moltissimo il tuo dono e ti chiedo scusa per questo enorme ritardo.


A proposito di Arca di Noè, vi mostro il mini libro che ho creato mesi fa, e ho dimenticato di pubblicare qui le foto...


Ma quante cose ho dimenticato di fare?? 
Evidentemente sto invecchiando... ahah!


Il mini libro è stato già venduto e ha raggiunto da molto tempo la sua destinazione.
Ma come sempre, se a qualcuno di voi dovesse piacere, non ha che da scrivermi e io sarò felice di fare una copia.
Trovate maggiori informazioni QUI

.... a proposito di Diluvio Universale, piove ancora lì da voi??
Qui oggi splende il sole ma fa ancora freddo, la primavera è ancora lontana, ahimè...
Speriamo che nel prossimo post vi possa dare buone notizie.
Mini abbracci!!


giovedì 4 aprile 2013

Un pizzico di femminilità

Finalmente oggi c'è il sole, e ne ho approfittato per scattare qualche fotografia.
Con i tempi che corrono, visto che piove tutti i giorni, mi è sembrato un avvenimento eccezionale... ah ah ah!
Chi mi conosce bene, sa perfettamente che io non sono una donna amante delle smancerie, dei vestiti civettuoli, nè dello sfarzo.
Fin da bambina, odiavo essere vestita con abiti arricchiti da nastri, pizzi e merletti.
Probabilmente, nella mia vita precedente, ero piuttosto una ragazzina del "far west", che correva nella prateria e giocava con le bambole di pezza, con le trecce scompigliate dal vento, e con solo un semplice vestito di cotone a fiorellini, addosso.... ah ah!
Ma....
Io sono pur sempre una donna!
E come resistere alle tentazioni scovate nei negozi dei miei amici??
La mia rozza baita, il mio rifugio ideale tra le impervie rocce delle Dolomiti, reclama un pizzico di femminilità!
Ecco quindi i miei ultimi acquisti, presso i negozi Etsy di Pedrete, Marlies e Rosanna.
Osservate bene, e ditemi se non ne è valsa la pena!!
Pedrete ha il tocco raffinato, e i suoi preziosi ricami sulla piccola borsa di velluto nero, mi hanno addolcito il cuore...
Credete a me, se vi dico che vista tra le mie dita, nonostante la piccola dimensione, è elegante quanto una vera borsetta da sera!!
Per una volta, anche "Cockerina" farà un figurone, indossando i suoi nuovi guanti di un grigio delicato, adornati di pizzo, e la bellissima borsetta, andando alla festa del paese, tra le amate montagne!!


Ma cosa ci sarà dentro la graziosa scatola, che vedete sulla sinistra, finemente decorata con merletto???
Aprire e stupirsi, ogni volta di più, per la magia che solo Marlies sa regalare, è una emozione troppo grande, che auguro a tutti voi!!
Questo meraviglioso completino intimo, anche esso grigio, è perfetto in ogni suo piccolo particolare.
Sul retro, due gancetti consentono l'apertura del reggiseno.
Straordinario!!!
Appena l'ho visto, cinque minuti dopo che Marlies ha pubblicato la foto, ho deciso che doveva essere mio!!! Quando si dice "amore a prima vista".... ah ah!
Non mi stancherò mai di elogiare Marlies, una delle miniaturiste più brave che io conosca!!


Ultimo acquisto, ma non per importanza, è il mio nuovo copriteiera.
Non che ne avessi bisogno, in quanto posseggo già un copriteiera di Rosanna... ma questo mi faceva l'occhiolino e mi diceva "prendimi, e portami a casa!!"
Ho dovuto cedere al richiamo...
Ebbene, non ci sono parole per descrivere questa piccola opera d'arte!!
Ogni punto, che compone il disegno ricamato a mano, è perfetto come, e forse anche meglio, che se questo oggetto fosse in scala 1:1.
Ingrandite la foto, osservate bene tutti i particolari,  e... invidiate me!!


Sì, perchè questo copriteiera è un pezzo unico, e lo posseggo solo io!!!!! ah ah!
Volete anche voi essere le assolute, uniche, fortunate proprietarie di un prezioso oggetto, finemente ricamato a mano?
Rosanna ha scritto sul suo blog, che offre uno sconto del 25% nel suo negozio, approfittatene subito!!!!
Ma prima, correte a leggere il blog per maggiori informazioni.

Pedrete, Marlies, Rosanna.... ho provato grandi emozioni nel ricevere i vostri pacchetti.
Per una volta, da maschiaccio quale sono,  mi son trasformata in una "compita e civettuola" signorinella...
Grazie, dal profondo del mio cuore!


mercoledì 3 aprile 2013

Uova di Pasqua "Lindt Noccior"... il piacere del cioccolato, in scala 1:12!

Ciao a tutti!! come è andata la vostra Pasqua?
Io sono stata, per tre giorni di seguito, con i parenti stretti, fratelli, nipoti e... "compagnia bella"! ahah!!
Il tempo è stato clemente, e abbiamo mangiato tante cose buone, uovo di Pasqua compreso...
A prescindere dalla sorpresa all'interno dell'uovo, io credo che il vero piacere del fine pranzo di Pasqua, sia assaporare il cioccolato!!
Gustarsi ogni piccolo pezzetto e godere della sua "scioglievolezza" (per i non italiani, è una parola inventata dai pubblicitari, e significa che si scioglie nella bocca con piacere!)
Una volta all'anno ce lo possiamo permettere... vero??
Mi stavo chiedendo che tipo di cioccolato preferite... al latte? fondente? o con le nocciole??
Io preferisco il fondente, rigorosamente nero e leggermente amaro, magari con l'aggiunta di frutti, come scorzette di arancia, oppure con il peperoncino, come lo preparavano i Maya...
E a proposito di questo, lo sapete che i Maya chiamavano la pianta di cioccolato (Theobroma) con il termine "Kakaw"?
Il Cacao veniva miscelato con aromi di varia natura, tra cui il chili, che oggi è comunemente considerato il peperoncino messicano, da cui si ricava una salsa particolare con cui condire la carne. Il Cioccolato Messicano, mescolato con il chili, prendeva il nome di "ik al kalaw".
I Maya consideravano il cioccolato il "Cibo degli Dei", a tal punto che veniva consumato solamente da sovrani, nobili, guerrieri, sacerdoti. 
Non era la cioccolata conosciuta da noi in questi tempi, ma un infuso ottenuto direttamente dalla pianta del cacao, in cui venivano amalgamate erbe e spezie speciali. 
Probabilmente era una bevanda usata anche come offerta agli Déi, per ingraziarsi i favori e la benevolenza!
Se volete provare l'ebbrezza di questa magnifica bevanda, vi lascio la ricetta in fondo al post...
Ma ora invece, vi mostro le uova di cioccolato che ho preparato in scala 1:12.
Fra le tante varietà di uova di Pasqua, mi sono lasciata tentare da un particolare uovo della marca Lindt (una nota casa di cioccolato svizzero), il Noccior.
Una golosa tentazione nata dal perfetto e delicato equilibrio tra il goloso cioccolato Lindt e le croccanti Nocciole Piemonte IGP.


L’accurata selezione dei più pregiati ingredienti e la passione dei Maîtres Chocolatiers Lindt, sono gli attributi che rendono Noccior un autentico capolavoro. 
Un infinito piacere da assaporare, lasciandosi tentare dallo straordinario contrasto tra la morbidezza del cioccolato Lindt e la croccantezza delle migliori nocciole Piemonte IGP, finemente tostate.
Potete vedere il video di come questo magnifico uovo di cioccolato viene ricoperto da uno strato di nocciole, QUI...


Ho avvolto le mini uova nella pellicola trasparente, affinchè si potessero vedere le "nocciole" sulla superficie, e ho adornato con un bel nastro di organza, lucido e elegante.







Le ho posizionate su una base dorata, in modo che si possano mettere in bella mostra su un tavolo, o anche nella vetrina di un negozio di "alta pasticceria".


Mi sembra che siano venute abbastanza bene, io sono molto soddisfatta del risultato!
Voi che ne pensate?
Se qualcuno di voi volesse averle anche per sè, le mie uova di Pasqua Lindt sono disponibili nel mio Etsy.

Nel frattempo, ecco la ricetta della "cioccolata Maya":
Ingredienti per 500 ml di acqua: 
4 cucchiaini di cacao amaro purissimo, un pezzetto di peperoncino rosso fresco, 1 pezzetto di zenzero fresco, 1 pezzetto di stecca di cannella, 3 chiodi di garofano, zucchero di canna in tazza, se gradito.

Preparazione:
Potete sostituire l’acqua con il latte intero. Ma i Maya degustavano la cioccolata con l’acqua!
Portate ad ebollizione l’acqua, insieme al pezzetto di zenzero.
Quando l’acqua bolle, spegnete il fuoco e, lasciando lo zenzero a mollo, aggiungete la cannella, il peperoncino, i chiodi di garofano. 
Lasciate in infusione per 10 minuti.
Filtrate l’acqua, togliendo così le spezie.
Aggiungete il cacao setacciato e girate con vigore, fino a far sciogliere il tutto.
Portate nuovamente ad ebollizione, fate bollire per 5 minuti.
Lasciate intiepidire e versare nelle tazze, aggiungendo se gradite un paio di cucchiaini di zucchero di canna.

Provatela, e fatemi sapere se vi è piaciuta.
Se invece, volete provare la mia cioccolata in tazza, cliccate QUI... ahahah!
Alla prossima!

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I miei lavori sono opera del mio ingegno e della mia creatività, dichiaro con la presente di non esercitare l’attività del commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale bensì di praticarla in modo sporadico (commercio occasionale) non soggetto quindi alla discipline commerciali contenute nel D. Lgs 114/98 il quale, viceversa, regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa. Con la presente dichiaro quindi, ai fini dell’applicazione dell’art. 4 comma 2 lettera h del Decreto legislativo del 31 Marzo 1998 n. 114 di esporre e di porre in vendita, in maniera occasionale e saltuaria, prodotti che sono il risultato e l’opera della mia creatività ed ingegno, che rientrano quindi nell’art. 4 comma 2 del D. Lgs 114/98 e non essere obbligata, di conseguenza, ad iscrivermi in nessuno dei Registri (obbligatori per gli imprenditori commerciali professionali) presso nessuna Camera del Commercio del Territorio Italiano in relazione agli articoli trattati.

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